In Regione Toscana s’è vista di tutto: assessori, supersindaci, deleghe che vanno e vengono come le rotaie del tramvia… ma ora siamo ufficialmente entrati nella Toscana Mistica.
Eugenio Giani, appena rieletto, ha tirato fuori dal cilindro la nuova Giunta e soprattutto la bomba che sta facendo schiantare il web:
la “delega alla felicità”.
Sì, o bischeri, proprio quella.
È tutto vero: pare che all’assessora Cristina Manetti tocchi tutto: cultura, turismo culturale, università, parità di genere… e ora anche farci diventare contenti.
Praticamente un mix tra l’Opera di Firenze e l’oroscopo di Paolo Fox.
Praticamente l’hanno nominata Assessora a ‘Oh, sorridi e zitta!’.
Giani la mette giù seria:
«È un diritto fondamentale! L’hanno messo nella Costituzione degli Stati Uniti grazie a un toscano, Mazzei!», proclama.
E via a raccontare che Mazzei, da Poggio a Caiano, studiava a Santa Maria Nuova e poi s’è ritrovato a cena con Thomas Jefferson a parlare di libertà, diritti… e probabilmente anche di bistecca.
E allora, siccome negli USA c’è per merito di un toscano, e chi siamo noi per essere da meno, ecco che arriva la Felicità nello Statuto toscano.
Che a questo punto manca solo la “delegazione alla schiacciata con l’uva” e siamo a posto.
LA GENTE REAGISCE: “CI MANCA SOLO L’ASSESSORATO ALLA COGLIONITE!”
- «Povera Toscana mia!!! Ci mancava questa stupidaggine.»
- «Sostituirà quella alla salute?»
- «Di quella alla coglionite non c’è bisogno.»
- «Bah… in effetti…»
- «…questa poi!!!»
Insomma: la felicità divide.
Qualcuno dice che è una bella idea.
Gli altri: che è come mettere l’ombrello in mano a un pesce.
Per ora l’unico risultato tangibile è che in Toscana la felicità esiste… ma solo se la firma un assessore.
Che poi, conoscendoci, diventerà:
“Diritto alla felicità… quando un si lamenta nessuno”.



Il diritto alla felicità non c’è nella Costituzione degli USA…è nella Dichiarazione d’Indipendenza che si parla di “diritto al perseguimento della felicità” per il cittadino, che è qualcosa di un po’ diverso, e il concetto a mio avviso è senz’altro ammirevole. Invece sembra che nel Bhutan,paese che si dice essere stupendo e con accessi turistici limitatissimi, ci sia il Ministero della Felicità, da perseguire garantendo sanità e istruzione superiore gratuite e con le politiche del lavoro.
L’assessorato alla felicità, in mezzo poi ad altre deleghe per l’assessore che una volta perseguità la felicità sarebbero tutte inutili, mi sembra un’idea quasi simpatica per sfacciataggine, ma probabilmente si risolverà in tormentoni persecutori per l’assessore e il presidente ogni qualvolta si verificheranno situazioni infelici.
Tutti ci accontenteremmo di molto meno…che la pubblica amministrazione fosse più efficiente e risolvesse per il possibile tanti gravi problemi, a partire da quelli della sanità. A perseguire la propria felicità poi ci penserà ognuno di noi a suo modo.