La Regione finanzia con 200mila euro il nuovo progetto turistico di Arezzo tra digitale e strategie di destination management. Bene l’innovazione, ma per rendere davvero accogliente la città servono anche interventi concreti: bagni pubblici decorosi e una migliore gestione di traffico e parcheggi nei momenti di massimo afflusso turistico.
Arezzo, si sa, è bella come il sole e accogliente come una nonna la domenica. Peccato che, quando arrivano i turisti a frotte, l’effetto sia più “caccia al tesoro” che “destinazione di qualità”: trovare un bagno pubblico decente è più difficile che beccare un parcheggio libero a Natale.
E allora applausi, eh, per i 200mila euro che la Regione Toscana ha sganciato al Comune di Arezzo per l’altisonante progetto dal nome lungo quanto la Chimera: “Ecosistema digitale integrato per il destination management dell’ambito aretino”. Una roba che detta così pare che i turisti, invece di venire in Piazza Grande, debbano entrare in Matrix.
L’assessore Chierici parla di “salto di qualità storico”, di “rivoluzione”, di “turismo che diventa ricchezza diffusa”. Tutto bellissimo. Però, nel frattempo, il turista medio che scende dal pullman dopo tre ore di viaggio ha due bisogni primari:
- fare pipì,
- Lasciare la macchina prima di arrivare in centro.
E qui nasce l’idea, semplice semplice, in perfetto stile aretino:
ma se ‘sti 200mila euro li spendessimo anche un po’ per le cose terra terra?
Tipo:
– bagni pubblici veri, puliti, aperti, segnalati, e non quelli “artistici” che aprono solo quando Mercurio è in congiunzione con Giove;
– organizzazione dell’accoglienza, soprattutto nei giorni di maggior afflusso: Giostra, mercatini, ponti, festività, quando Arezzo diventa più affollata della Coop il sabato pomeriggio;
– traffico e parcheggi gestiti con un minimo di senno, perché va bene il turismo internazionale, ma se per entrare in città ci vogliono due ore, quello internazionale riparte internazionale… verso casa.
Per carità, ben venga il digitale, le piattaforme, la DMO che diventa DMC e tutte le sigle che fanno tanto futuro. Ma il futuro, cara Ortica, passa anche dal presente:
un turista contento è uno che si gode la città senza scappare a cercare un bagno o imprecare nel traffico.
Insomma, Arezzo vuole fare il salto di qualità?
Perfetto.
Ma ricordiamoci che la vera accoglienza comincia dal basso… molto in basso.


