C’è chi differenzia, chi ricicla, chi si sente pure virtuoso. E poi c’è la Tari, che arriva puntuale come l’influenza e ti ricorda che no, non stai salvando il pianeta: stai solo pagando. Tanto. Anzi, tantissimo.
Secondo l’analisi (impietosa, mica pizza e fichi) della Uil, la tassa sui rifiuti è diventata una specie di lotteria nazionale: stessi sacchetti, stessi bidoni, ma prezzi da gioielleria di lusso. Media italiana? 350 euro a famiglia l’anno. Ma è una media finta, come il sorriso quando apri la busta.
Applausi, coriandoli e trombe: Pisa conquista il titolo di capitale italiana della spazzatura di lusso. Per una famiglia tipo si arriva a 650 euro l’anno. A questo punto il sacco dell’indifferenziato dovrebbe almeno profumare di lavanda e uscire da solo di casa salutando.
E Arezzo? Qui si passa dai 306 euro a 434 euro. Un bel salto, altro che raccolta differenziata: qui si differenzia il conto in banca, prima e dopo la Tari. Arezzo è a metà classifica, sì, ma con le tasche vuote: più cara di Firenze, più cara di Siena, +4,14% in dodici mesi. Altro che città dell’oro: qui luccica solo la bolletta, e male.
Nel resto d’Italia il circo è completo: Genova vola a 518 euro (probabilmente per finanziare qualche altro ponte), Bologna fa la parte della città “brava” con 236 euro e guarda tutti dall’alto in basso dicendo: “eh, ma voi non sapete gestire”.
La teoria è bella: chi inquina paga. La pratica è meglio: paga comunque il cittadino, pure se lava i vasetti dello yogurt con lo spazzolino. La tariffa puntuale? Ottima idea, dicono. Peccato che senza investimenti diventi solo un altro modo elegante per dire: “sgancia”.
La Tari doveva coprire i costi dei rifiuti, invece copre i buchi, le inefficienze e pure un po’ di fantasia creativa. Le differenze territoriali sono enormi, gli aumenti continui e il futuro… profuma come un cassonetto ad agosto.
Tradotto in ortichese:
chi differenzia suda, chi amministra incassa, e ad Arezzo si paga zitti e puliti.
La spazzatura vola via, i soldi pure. E il bidone, come sempre, resta al cittadino.


