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Oh citti, tra “chill” e Sanremo: la Crusca ce dice de stare tranquilli (ma senza esagerare))

Dallo slang della Gen Z che incorona “chill” parola dell’anno al Sanremo “prudente” passato al setaccio dalla Crusca: la lingua corre sui social e rallenta sul palco dell’Ariston

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Oh citti, tra “chill” e Sanremo: la Crusca ce dice de stare tranquilli (ma senza esagerare))

Dallo slang della Gen Z che incorona “chill” parola dell’anno al Sanremo “prudente” passato al setaccio dalla Crusca: la lingua corre sui social e rallenta sul palco dell’Ariston

Oh citti, levateve dalla testa “scialla”, che ormai è roba da museo. Adesso se sta nel chill, e chi non lo dice è rimasto indietro tipo modem anni Novanta. E mica lo dice el tu cugino  su TikTok: lo certifica l’Accademia della Crusca, che ha incoronato “chill” parola giovane dell’anno 2025 grazie al festival Parole in cammino ideato da Massimo Arcangeli.

Traduzione per chi c’ha più de quarant’anni: chill vuol dì rilassate, stai sereno,  un fa’ drammi.
“Stai chill.”
“Oggi sto nel chill.”
E via pure col verbo: chillare. Se sei proprio zen? Sei chillato.
Una parola che è tutto un programma: in un mondo che corre sempre, che te vole produttivo anche mentre fai colazione, i ragazzi rispondono così: “Fermi tutti. Respiro. Chill.”

Ma intanto la Crusca fa anche le pulci a Sanremo
E mentre i giovani chillano, la Crusca se mette gli occhiali e va a spulciare anche  le canzoni del Festival di Sanremo.
A dirlo è Lorenzo Coveri, già professore all’Università di Genova e accademico corrispondente della Crusca, uno che di lingua della canzone se ne intende parecchio.
Il suo giudizio?
Sanremo 2026 è stato un festival “prudente, medio, normalizzato”. Tradotto carino eh, ma niente che te fa saltare dalla sedia.
“Voto medio tra il 6 e il 7”, dice Coveri.
Originalità? Poca roba.
Rime vecchia scuola e amori col “tu” indefinitoSecondo l’analisi:

  • Son tornate le rime classiche, tipo “me/te”, “sai/fai”.
  • Almeno 20 canzoni su 30 parlano a un “tu” misterioso (di solito l’amante).
  • Tante metafore: alcune carine, altre un po’ viste e riviste.
  • Rap sì, ma col freno a mano tirato.

Parolacce? Poche.
Dialetto? Quasi zero.
Trasgressione? Non pervenuta.
Chi prometteva punk e rivoluzione, alla fine ha portato testi tranquilli, in linea col Sanremo “senza spaventi”.
Anglicismi? Sì, ma senza esagerare.
Qualche “baby”, “feeling”, robetta di routine.
Qualche spruzzata di francese o spagnolo.
Ma niente che faccia gridare allo scandalo linguistico.
Interessante invece l’intertestualità: un sacco de citazioni.
Echi di:

  • Mogol
  • Lucio Battisti
  • Franco Battiato
  • Francesco De Gregori
  • Lucio Dalla
  • E perfino Luigi Tenco, citato per la prima volta in modo esplicito in un brano sanremese.
    Insomma: più omaggi che rivoluzioni.

E allora che succede?
Tradotto per mamme, babbi e zii vari: chill vuol dì rilassate, stai tranquillo, un te agitare. Tipo:
– “Oh, stai chill!”
– “Oggi zero stress, sto proprio nel chill.”
E sì, è  nato anche il verbo: chillare.
“Che fai?”
“Boh, chilliamo.”
E se sei proprio zen? Sei chillato.
Dallo “scialla” al “chill”: cambia la musica
Una volta se diceva “scialla”, ora invece l’inglese spadroneggia. Tra gaming, TikTok e social, i ragazzi parlano mezzo italiano e mezzo streaming:

  • bro e fra (fratè forever)
  • aura (carisma, stile, presenza)
  • ghostare (sparire come un fantasma, visualizzi e ciaone)
  • cringe (imbarazzo che te vorresti sotterrare)
  • clutchare (fa’ la giocata decisiva, tipo finale mondiale)La giuria popolare – migliaia de studenti da tutta Italia – ha messo in finale aura, bro, chill, ghostare e rimasto.
    Alla fine ha vinto lui: chill. Secondo posto aura, poi bro e ghostare a pari merito.
    Il presidente della Crusca, Paolo D’Achille, aveva puntato su “aura”, ma alla fine ha trionfato la filosofia del relax.

    Perché proprio “chill”?

    Perché o citti diciamolo: viviamo in un’epoca che corre più di un Frecciarossa. Sempre “sul pezzo”, sempre produttivi, sempre online. E allora i giovani che fanno? Si inventano (o meglio, adottano) una parola che dice:“Fermi tutti. Respira. Goditela.”
    Secondo i linguisti, è una risposta alla pressione continua. Un modo per dire:
    “Non mi stressare, fammi campare.”

    Generazione Z e Alpha: altra lingua, altro mondoTra genitori e figli ormai c’è un abisso lessicale. ‘Un è solo questione de gusti: è proprio un altro vocabolario.
    E mentre i grandi parlano de bollette e mutui, i ragazzi stanno a parlare de aura, slay, letsgoski e bobbare la testa sulla trap.
    Ma in fondo, ogni generazione ha avuto il suo slang.
    La differenza? Oggi viaggia alla velocità de un reel.

    Da una parte i ragazzi che inventano, remixano, trasformano la lingua tra TikTok e gaming dall’altra Sanremo che resta prudente, medio, “normalizzato”.
    È come se la vera scossa linguistica stesse più nei corridoi delle scuole che sul palco dell’Ariston.

    E forse è proprio questo il punto:
    la lingua cambia dove la gente parla davvero, non solo dove canta.
    Quindi sì, la Crusca osserva, analizza, vota, commenta.
    Ma alla fine, come dice Coveri, a Sanremo bisogna restare leggeri.
    E anche noi, in fondo, che facciamo?
    Ci agitiamo o ci mettiamo un po’ nel chill?
    Oh. Respira. Stai chill.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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