In vista delle amministrative sulla rete si trova di tutto e di più. C’è anche la testata che lancia il “sondaggione” sul sindaco, con tanto di tastino per votare. Peccato che, cambiando IP, uno possa votare tre volte di fila come fosse al banco dei cenci.
E allora la domanda nasce spontanea: ma questi sarebbero sondaggi veri?
Per legge, i sondaggi elettorali ufficiali devono rispettare regole precise, con metodologia dichiarata, campione rappresentativo, istituto demoscopico identificato e deposito presso l’Autorità competente. Se manca tutto questo, si parla di rilevazione non scientifica. Insomma: più giochino social che fotografia reale del voto.
E nel frattempo sui social aretini succede di tutto.
Comanducci, Angiolini, Gamurrini: sembra “Scherzi a Parte”
C’è chi dice: “Forza Marcello!”, chi risponde “Mai con quello!”, chi minaccia il crocione da parte a parte sulla scheda e chi propone il “Partito del Niente”.
Da una parte Marcello Comanducci che valuta la corsa solitaria ma non chiude al centrodestra.
Dall’altra Giuseppe Angiolini, sostenuto da pezzi trasversali che fanno discutere più di una buca in via Romana.
E poi Gianfrancesco Gamurrini che parla di “compromesso del secolo” e lascia tutti col fiato sospeso.
Nel mezzo? Un fritto misto degno della Giostra.
C’è chi parla di “operazione molto DC vecchi tempi”, chi grida al tradimento, chi alla macedonia politica.
Chi dice: “Meglio un imprenditore che un politico bollito” e chi ribatte: “La città un è un’azienda”.
FdI appoggia Sugar? E la gente s’è persa il bandolo
Quando è uscita la notizia che Fratelli d’Italia sostiene Angiolini, sui social è partito il festival del commento:
– “Ma come? Si vota Meloni e il voto va agli ex PD?”
– “Siamo oltre la Repubblica delle Banane!”
– “Ch’ammucchiate!”
– “La lista si chiamerà Confusione!”
Qualcuno parla di strategia, altri di disperazione.
Qualcun altro semplicemente sospira: “Povera Arezzo…”
E intanto Lucia rompe gli schemi
Nel frattempo Lucia Tanti invita a “rompere gli argini” e guardare oltre.
C’è chi la vede già sindaca, chi applaude al coraggio, chi storce il naso.
Insomma: entusiasmo, scetticismo, sospetto. Tutto insieme, come al mercato il sabato.
Arriva anche la riflessione: foto di sale gremite, applausi, slogan. Ma è partecipazione vera o solo angolazione furba?
La politica pare sempre più spettacolo:
– più dirette che porte suonate
– più storytelling che ascolto
– più scenografia che progetto
E mentre scorrono i post, c’è chi chiede cose molto meno poetiche:
le buche,
l’alta velocità,
le strade impraticabili,
il lavoro,
la sicurezza.
Morale ortichese
Qui un si discute più di destra o sinistra.
Si discute di coerenza.
Di credibilità.
Di chi governerà davvero e con chi.
Per ora, la sensazione è una sola:
tanti nomi, tanti post, tanti “like”…
ma il cittadino che si alza alle sei la mattina un s’è ancora capito dove deve guardare.
E sui sondaggi online?
Se posso votare tre volte cambiando IP, più che un’indagine demoscopica pare la tombolata di Natale.
Arezzo aspetta.
Ma tra spettacolo, alleanze creative e crocioni annunciati…
la campagna elettorale sembra già un varietà del venerdì sera.
E come direbbe qualcuno in piazza San Jacopo: “O ragazzi… ma un s’era detto solo bellezza?”


