Ad Arezzo la corsa a sindaco del centrodestra somiglia sempre di più a una partita di briscola giocata in un altro tavolo. Qui in città si commenta, si scommette e si fanno congetture al bar. Ma la sensazione è che la vera partita si giochi altrove, più precisamente a Roma, dove qualcuno dovrà decidere chi deve mettere la faccia sulla scheda elettorale.
I nomi ormai sono sempre gli stessi, come un disco graffiato: Lucia Tanti o Alberto Merelli. La prima spinta da Forza Italia, che la considera la candidata più competitiva anche grazie a qualche sondaggio che la darebbe davanti a tutti. Il secondo tornato improvvisamente di moda in casa Fratelli d’Italia, che dopo aver parlato per settimane di “discontinuità” ha riscoperto il fascino dell’usato sicuro.
E così la famosa discontinuità, tanto sbandierata, rischia di diventare una di quelle parole che si usano molto in politica ma che poi, quando arriva il momento di decidere davvero, spariscono nel nulla.
Forza Italia spinge per la vicesindaca Tanti, convinta che sia la carta giusta per continuare il percorso dopo i due mandati dell’amministrazione guidata da Alessandro Ghinelli. Fratelli d’Italia invece storce il naso e rilancia Merelli, assessore al bilancio e volto noto della politica cittadina.
Tradotto: si continua a discutere, ma nessuno molla il proprio cavallo.
Nel frattempo è finita come spesso finiscono le grandi idee annunciate con entusiasmo: l’operazione civica attorno all’imprenditore Angiolini Sugar si è sgonfiata come un palloncino dimenticato al sole. Doveva essere il nome capace di sparigliare le carte e portare aria nuova. Invece si è incagliato tra sospetti, malumori e vecchie ruggini della politica locale.
Risultato: progetto arenato e tanti saluti.
Adesso la matassa è finita nelle mani dei livelli regionali della coalizione, chiamati a fare quello che ad Arezzo non riesce: trovare una sintesi. Che in linguaggio politico significa scegliere uno dei due e poi distribuire il resto delle poltrone per non far arrabbiare nessuno.
Nel frattempo il centrosinistra, tra mille tribolazioni, almeno il candidato lo ha tirato fuori: Vincenzo Ceccarelli. Dall’altra parte invece si continua con il gioco del “vediamo”, “valutiamo”, “ci stiamo lavorando”.
Insomma, la solita liturgia.
E mentre i partiti ripetono che bisogna restare uniti e compatti, in città la sensazione è piuttosto semplice: il candidato sindaco del centrodestra prima o poi arriverà. Solo che, probabilmente, arriverà deciso da qualcun altro. E Arezzo, nel frattempo, resta lì a guardare lo spettacolo. Con una domanda che gira sempre più spesso: ma alla fine chi lo sceglie davvero, il sindaco? Qui o a Roma?


