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Sugar, dalla spallata social alla ritirata: “Decido io”… e infatti s’è levato da solo

Prima fa la voce grossa sui social, poi manda la lettera e dice “ragazzi, io mi fermo qui”: la corsa di Sugar a Palazzo Cavallo dura meno d’un caffè al bar

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Sugar, dalla spallata social alla ritirata: “Decido io”… e infatti s’è levato da solo

Prima fa la voce grossa sui social, poi manda la lettera e dice “ragazzi, io mi fermo qui”: la corsa di Sugar a Palazzo Cavallo dura meno d’un caffè al bar

Gonfia il petto in fuori, poi la porta chiusa piano piano. La breve ma intensissima avventura politica di Beppe “Sugar” Angiolini finisce così: con uno sfogo social, un paio di giorni di chiacchiere da bar e infine una lettera alle redazioni che tradotta dal politichese suona più o meno così: ragazzi, io torno a fare il mio mestiere.

E pensare che fino a poco fa Sugar era partito col piglio del cavaliere civico. “Se devo levarmi di torno lo decido io”, aveva scritto su Instagram, con quell’aria da uno che non ha nessuna intenzione di farsi accompagnare alla porta.
“Amareggiato io? Ma quando mai”.

In città, nel frattempo, era partito il solito teatrino: retroscena, sospiri, analisti da marciapiede e stratega da caffè. C’era chi giurava che fosse già pronto al ritiro, chi che stesse preparando la grande campagna civica, chi invece lo vedeva già travolto dai primi spifferi di Palazzo.

Insomma, la corsa verso Palazzo Cavallo — annunciata a sorpresa il 21 febbraio tra pacche sulle spalle e sorrisi — s’era messa subito un po’ di traverso.
E dopo qualche giorno di frullatore politico, ecco la frenata.

Non un post stavolta, ma una lettera. Lunga, educata, piena di parole come “sincerità”, “rispetto”, “progetto civico”, “spirito generoso”. Tutte cose nobili, sia chiaro. Solo che nel frattempo la candidatura si è fermata al primo incrocio.

La lettera di Sugar, letta con occhio aretino, dice più o meno questo.

La lettera di Beppe Angiolini (versione ufficiale)

“Cari Aretini,
sento il bisogno di rivolgermi ancora una volta a voi, con sincerità e con rispetto, come credo si debba fare quando ci si mette in gioco per la propria città.

La mia disponibilità era nata in modo semplice, pulito, spontaneo. Nasceva dall’amore per Arezzo e dal desiderio di restituire qualcosa a una città che mi ha dato tanto, dall’idea di costruire insieme un progetto civico vero, aperto, libero, capace di unire e non di dividere.

Non c’era alcun calcolo, alcuna ambizione personale. Solo la volontà di dare un contributo con serietà e buona fede.

Per questo devo dire che mi ha colpito, e umanamente ferito, vedere che questo spirito non sempre sia stato compreso e che in alcuni casi sia stato letto in modo distorto.

Chi mi conosce sa che non appartengo ai giochi di palazzo, alle manovre, alle convenienze.

Con chi mi ha aiutato avevo pensato a questa possibilità perché credevo che Arezzo meritasse un progetto alto, nuovo, credibile.

Devo però constatare che un gesto nato con slancio e generosità rischia di essere trascinato dentro polemiche e sospetti che non mi appartengono.

Per questo ho maturato la decisione di non proseguire in questo impegno.

Lo faccio con dispiacere, ma anche con serenità, perché so quali erano le mie intenzioni.

Tornerò quindi a dedicarmi pienamente al mio lavoro e alla mia attività imprenditoriale, continuando però ad amare questa città come ho sempre fatto.”

Traduzione aretina non autorizzata:
ragazzi, la politica è un mestiere complicato, io volevo fare una cosa bella ma qui è già partito il tiro al bersaglio, quindi saluti e baci.

Così finisce la corsa di Sugar verso Palazzo Cavallo: partita con lo sprint, frenata alle prime curve e parcheggiata definitivamente nel giro di due settimane.

Resta una certezza: una promessa l’ha mantenuta davvero.
Se doveva levarsi di torno, lo decideva lui.

E infatti ha deciso lui.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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