Oh, ad Arezzo si sa: basta annusare aria di lavori e subito parte il teatrino. Ancora non è partito manco un cantiere, non s’è visto un escavatore, e già si vola di polemiche, sospetti e raccolte firme. Classico.
Questa volta il tema è il nuovo stadio. Che si farà? Boh. Quando? Mistero. Come? Ancora meno chiaro. Però una cosa è certa: c’è già chi s’è portato avanti col lavoro… e pure con le proteste.
È partita infatti la petizione per i parcheggi della piscina e della palestra davanti allo stadio. Il timore? Che con lo stadio nuovo (forse) diventi tutto a pagamento. Ripetiamo: forse. Perché nero su bianco non c’è scritto da nessuna parte. Ma si sa, ad Arezzo si ragiona anche “per sentito dire”, che vale più di un atto ufficiale.
E così, via con la raccolta firme alla segreteria della piscina: obiettivo, tenere i parcheggi bianchi. Gratis, insomma. Che poi, a sentir certi discorsi, pare che senza parcheggiare davanti alla porta uno non possa più vivere.
Per carità, ci sono situazioni sacrosante: anziani, disabili, chi ha difficoltà. Lì non si discute. Ma per il resto… oh, siamo ad Arezzo, mica a Roma. In mezz’ora, anche a passo di lumaca, arrivi praticamente ovunque. Però no: per qualcuno fare due passi è diventato un dramma greco.
Intanto il gestore della piscina alza la voce, ma senza dire no allo stadio. Chiede garanzie vere, scritte, non promesse buttate lì ai giornali. Parla di sicurezza, accessibilità, utenti fragili, e pure del fatto che fino ad ora certe decisioni sarebbero state prese senza coinvolgere chi lì ci lavora da anni. Insomma, più che guerra allo stadio, sembra una richiesta di rispetto.
Dall’altra parte, i residenti del Giotto già tremano: tra mercato, partite e traffico, i parcheggi sono un terno al lotto anche ora. Figuriamoci con uno stadio più grande. Il rischio “collasso” non è proprio campato in aria.
E poi ci sono gli aretini… quelli veri, da commento social.
Chi dice che senza nuovi parcheggi sarà il caos totale.
Chi invece chiede: “Ma dove sta scritto che si paga?”
Chi fa i conti e già vede biglietto, parcheggio e pure l’aria a pagamento.
E chi, più diretto, sbotta: “Avanti con lo stadio e basta!”
Insomma, il solito mix: paura, polemica, ironia e un pizzico di esagerazione che non manca mai.
Morale?
Non è partito niente, ma siamo già divisi su tutto.
Tipico.
Ad Arezzo, prima si discute… poi, forse, si costruisce.



Lo stadio di calcio in quel posto lo ritengo assolutamente inadeguato. Ammesso come mi auguro che l’Arezzo torni in B e in futuro perchè no anche in A, ve l’immaginate l’invasione della città dalle tifoserie “robuste” di squadroni provenienti da Roma, Milano, Torino, Napoli, ma anche Bergamo ecc?
Si verificherebbe la necessità di attivare una mega scorta dalla stazione a piedi per viale giotto con tutte le saracinesche dei negozi abbassate, come peraltro gia successo quando hanno giocato contro l’arezzo la Lazio o il Milan, uno spreco di risorse e costi per tutti, una città invasa da persone che della città non frega niente (almeno in quel frangente)
Proposta lo stadio nuovo va benissimo sono favorevolissimo, ma in zona piana di Le poggola vicino alla ferrovia che va a foiano e di facile intercettazione dei pullman che vengono dall’autostrada senza farli entrare in città e facendo arrivare i treni speciali direttamente in quella stazioncina di servizio esistente.
E il vecchio stadio? Bene smontare la tribuna nuova in ferro (potrebbe essere anche recuperatea nel nuovo stadio di calcio). Lasciare la tribuna, realizzare nuove tribune basse tipo quelle che c’erano e al posto della pista di atletica realizzare un velodromo. Gli impianti sono pochissimi e distanti, sarebbe un’attrazione per chi ha bisogno di allenarsi e abita in centro italia. Andrebbe a completare la zona sportva con un attrazione di pregio senza impattare troppo con il territorio e con le strutture abitative già esistenti. Ma tanto ormai tutto è deciso a meno che… il nuovo Sindaco ci possa ragionare cos’è bene e cos’è male per la sua città