Arezzo – Oh bella, voleva uscì tutto imbellettato senza passà dalla cassa, ma gli è andata proprio di traverso. Un 35enne, furbetto de’ noantri, s’è fatto un giretto da Zara in piazza San Jacopo e, invece di guardà i prezzi, s’è infilato quattro profumi nei pantaloni… manco fosse un armadio ambulante.
Peccato che non l’abbia vista solo lui la scena: l’occhio lungo della vigilanza l’ha beccato subito. E lì, zac! Parte la fuga alla “chiappa e scappa”, ma mica nei film: dopo due passi s’è trovato a fa’ un corpo a corpo col vigilante. Altro che profumo francese, lì s’è sentito odore de guai.
Nel parapiglia, tra spintoni e goffaggini, è finita che il nostro “naso fino” è stato fermato dalla polizia arrivata sul posto. E via, dritto in cella a riflette su quanto gli è costato caro quel tentativo da 95 euro scarsi.
La merce? Restituita, profumata come prima. Lui invece un po’ meno: tra notte in guardina e figuraccia in centro, c’ha rimesso più dignità che altro. Il giudice ha convalidato l’arresto e poi l’ha rimesso in libertà, ma con obbligo di firma. Tradotto: altro che spruzzatina elegante, adesso deve timbrà come in ufficio.
Morale della favola? Se vuoi profumà, paga. Sennò finisci che invece di Chanel… sa’ di guaio.


