AREZZO – C’è chi in pensione si compra l’orto, chi va a pesca e chi… si candida. Aldo Poponcini invece ha deciso de fare direttamente il salto di categoria: da comandante dei vigili a “risolutore universale dei problemi cittadini”. Una roba così, senza nemmeno riscaldamento.
“Un sono politico” – ripete – e già qui Arezzo ha iniziato a ride sotto i baffi. Perché di solito quando uno lo dice, è esattamente il momento in cui lo diventa. Però oh, lui è un tecnico: 44 anni a fischià agli incroci, quindi ora è pronto a dirigere pure la città. Sempre col fischietto, si spera.
A convincerlo è stato Marco Donati, che più che candidato sindaco ormai pare un direttore sportivo: ha visto Poponcini libero sul mercato e ha fatto il colpo dell’anno. “Viene da noi!” – tipo calciomercato, ma con meno corsa e più multe.
Poponcini dal canto suo è carico: sicurezza, lavoro, giovani, anziani, sport, traffico, Saracino… praticamente manca solo che sistemi anche il meteo e poi siamo a posto.
Sulla sicurezza, promette collegamenti immediati con le forze dell’ordine: roba che se ti rubano la bici, ti arriva la pattuglia prima ancora che te ne accorgi.
Sul traffico, rifà tutto: piani, sensi unici, pedonali… Arezzo diventerà tipo Montecarlo, ma con più rotonde e meno glamour.
E poi il colpo grosso: il Saracino sulla Rai. Finalmente anche il resto d’Italia potrà capire perché ad Arezzo si piglia così sul serio un buratto con lo scudo. Sanremo scansati proprio.
Nel frattempo la città arranca, tra crisi e aziende orafe in difficoltà. Ma niente paura: Poponcini c’ha le soluzioni. Quali? Boh, però “ce l’ha”, e già questo basta a rassicurare metà degli aretini e a fa’ venì l’orticaria all’altra metà.
Insomma, il messaggio è chiaro: lui un voleva fa’ politica… però già che c’era s’è candidato, così, per hobby.
E ora tocca agli aretini decidere: fidarsi del comandante o continuà a fa’ come sempre… cioè lamentasse al bar.
Una cosa però è certa: da quando Poponcini è sceso in campo, la campagna elettorale è diventata uno spettacolo. Altro che Saracino, qui si ride tutto l’anno.


