AREZZO – Pare ‘na scena da film comico: quelli de Futuro Nazionale che bussano alla porta, belli composti, “oh se porta solo consenso, un se chiede niente eh!”, e dall’altra parte Comanducci che fa finta di nulla, tira le tende e spenge anche la luce.
“Grande delusione”, dice Cristiano Romani. E ce credo, oh: t’arriva uno che dice “un voglio poltrone, un voglio posti, porto solo voti”… e te che fai? Gli richiudi l’uscio in faccia manco fosse quello delle enciclopedie negli anni ’90.
Accanto a lui l’avvocato Luca Bufalini che, con tono serio serio, prova a spiegare la faccenda. Ma sotto sotto pare di sentì il classico: “ma davvero un s’è capito nulla? Se portava gente, mica problemi!”
Nel mezzo, aleggia lo spirito del generale Roberto Vannacci, che da lontano probabilmente starà pensando: “Oh, ma qui un ci vogliono proprio vince’ le elezioni, eh…”
Secondo i ragazzi del Futuro, la colpa sarebbe della paura: paura del nuovo, paura di chi un c’ha catene, paura di chi magari cambia davvero le carte in tavola. Insomma, più che una coalizione, pare una rimpatriata di quelli che “s’è sempre fatto così”.
E intanto in città la gente mormora:
“Ma come? Prima s’apriva a tutti, ora se fa gli schizzinosi?”
“Eh oh, dipende da chi sona el campanello…”
La scena più bella? Quando dicono che volevano tenerli “nell’ombra”. Nell’ombra! Oh, manco fussero lampioni da spegnere per risparmiare la bolletta!
Alla fine, il Futuro Nazionale fa spallucce e dice: “Va bene così, se va avanti uguale.” Tradotto dal politichese all’aretino:
“Un ce volete? Pazienza, se fa da soli… e poi se vede chi ride.”
E Comanducci?
Zitto, dietro la porta.
Che magari ora pena:
“Ma un s’era detto che bastava portare voti?”
Sipario.


