Oh via, ad Arezzo s’è visto de tutto, ma la presentazione della lista DSP con Egiziano Andreani candidato sindaco pareva più una sagra che una roba politica. Piazza San Iacopo piena, gente che girava tra gazebo e chiacchiere come si fosse a prendere il vinsanto, e tutti lì a annusare ‘ste “visioni” che, a sentirle, sembravano più sogni dopo cena che programmi veri.
Andreani, bello carico, ha fatto il suo ingresso con quell’aria tra il rivoluzionario e il “si vedrà”, che qui si conosce bene: si parte a mille e poi si frena al primo incrocio.
Intorno, un via vai che manco alla tombola di Natale. Si riconoscevano Milena Freni, sempre tra consulenze e lezioni, Maria Antonietta Oppo con l’anima da poetessa, e Riccardo Paoloni con quell’aplomb da Banca d’Italia anche in mezzo alla piazza. Poco più in là Annarita Della Corte a far da maestra pure fuori scuola, mentre Gabriel Nicolino Ruffini, musicista, pareva pronto a metterci pure la colonna sonora.
E poi Florence Stefanelli, Antonio Gibelli con l’aria da “io ne ho viste tante”, Rossella Pasquinelli imprenditrice pratica, e Stefano Andreani operaio con i piedi ben piantati a terra. Non mancavano neanche Michaela Freni, tra scuola e sicurezza, e Antonio De Benedictis che, da DJ, magari un jingle alla campagna ce lo piazza pure.
In mezzo a tutto, Angelo Valerio Pernici, filosofo alle Poste, che già uno se lo immagina a spiegare la politica mentre timbra una raccomandata, e Daniela Dolce, pure lei con esperienza postale. Poi Antonio Cilidonio, Caterina Giannattasio, Carmelo Gimigliano… insomma, un elenco che pareva non finire mai.
Il gazebo? Sempre pieno, certo. Ma più che per le idee, pareva per curiosità: “O che fanno? O chi c’è?” — che ad Arezzo si guarda prima le facce e poi, forse, le promesse. E tra una chiacchiera e l’altra spuntavano anche Rossella Frosinini dal banco del bar, Luigi Cioncolini con storie da mezzo mondo, e insegnanti come Lucia Bazzechi e Alessandra Leti pronti a rimettere tutti in riga.
E poi agricoltori come Iacopo Baldi, gente di fatica come Giuseppe Miniati e Enrico Cencini, fino ai pensionati tipo Valerio Santi: un campionario umano completo, mancava solo il pizzaiolo acrobatico e si faceva tombola davvero.
A dare un tocco più “ufficiale” è arrivato anche Andrea Romiti, coordinatore regionale, giusto per dire: oh, qui si fa sul serio. O almeno si prova.
La lista DSP dice di voler mischiare rivoluzione e conservazione. Ora, già così viene da grattassi il capo: è come dire “si cambia tutto senza toccare niente”. Un classico intramontabile. E’ come dire “faccio la panzanella ma calda”.
E comunque, per non far torto a nessuno, i candidati son tutti lì: da Alessandra Casaltoli a Matteini Alessio, da Castagnoli Roberto a Massimo Romiti, e via andare fino a ventinove. Se non altro, la squadra per la partita c’è.
La verità? L’entusiasmo c’era, eccome. Ma ad Arezzo s’è gente pratica: s’ascolta, se annuisce, poi se torna a casa e se dice:
“Vediamo… tanto prima di cambià davvero qualcosa ce ne vole.”
E così parte la corsa elettorale: tra sorrisi, strette di mano e promesse belle lucide.
Poi oh, se stavolta succede davvero qualcosa, si fa festa.
Sennò, come sempre: tante parole… e via a mangiare.


