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📄 FONTE comunicato stampa del Comune di Arezzo
Arezzo, 22 aprile 2026 – Oh raga, segnatevelo: da oggi la Giostra del Saracino non è più solo cavalli, lance e gente in costume che suda sotto il velluto a giugno e a settembre. No no. È diventata tipo la soluzione a tutto: solitudine, crisi sociale, anziani da portare a fare la spesa, bimbi da parcheggiare al doposcuola… manca solo che sistemi anche il Wi-Fi che va a scatti in periferia.
Secondo Alternativa Comune – che quando parte, parte proprio a razzo – la Giostra è il “motore della cittadinanza attiva”. Che detta così pare una roba tra la NASA e il volontariato della parrocchia. In pratica, i Quartieri diventano una specie di Avengers del sociale: uno ti porta le medicine, uno ti organizza il campo estivo, uno ti restaura il costume del ‘500 mentre tu cerchi parcheggio.
E guai a chi tocca la “purezza popolare” della Giostra. Sponsorizzazioni? Privatizzazioni? Ma levati! Qui si vuole roba autentica, genuina, tipo la porchetta alla sagra… però pagata con piattaforme di crowdfunding comunale. Che già me li vedo i nonni: “O figliolo, io volevo donà cinque euro ma m’ha chiesto la password dello SPID e m’è preso un coccolone”.
Poi c’è l’idea geniale: trasformare le sedi dei Quartieri in centri polivalenti. Biblioteca, centro culturale, welfare di prossimità… praticamente entri per vedere due tamburi e esci con un corso di teatro, una consulenza sociale e forse pure un certificato ISEE aggiornato.
E non finisce qui, perché arriva pure l’Accademia della Giostra. Una roba seria eh: artigiani, sarti, scuole… tutti insieme a cucire, suonare e sventolare bandiere come se non ci fosse un domani. Harvard scansati proprio.
Nel frattempo l’Ufficio Giostra si potenzia, assume gente che va a caccia di fondi europei. Che è sempre bello immaginarsi uno in calzamaglia medievale che compila bandi da Bruxelles tra una lancia e l’altra.
E per chiudere in bellezza: Museo alla Fortezza Medicea e gemellaggi con le grandi giostre europee. Così magari tra un po’ ci si trova a fare scambi culturali con gente vestita da cavaliere in Slovacchia, tutti uniti contro il Saracino globalizzato.
Insomma, investire sulla Giostra vuol dire investire su ogni cittadino. E niente, ora aspettiamo solo che ci risolva pure il traffico in via Fiorentina e siamo a posto davvero.
Arezzo caput mundi, ma col tamburo.



Con me, “Alternativa comune”, sbandierando la Giostra, rischia di perdere il voto.