AREZZO – Quando si dice non saper voltare pagina, ma almeno provare a sfogliarla davanti a sconosciuti. È la strategia relazionale scelta da un 44enne di Arezzo che, secondo l’accusa, avrebbe deciso di elaborare la rottura sentimentale organizzando una rassegna improvvisata di contenuti privati direttamente sul luogo di lavoro della ex compagna.
L’uomo si sarebbe presentato nel salone di parrucchiera con smartphone in mano, proponendo ai clienti una visione non richiesta di immagini intime della donna. “All’inizio pensavamo fosse un nuovo tipo di piega digitale”, racconta una cliente, “poi abbiamo capito che l’unica cosa liscia lì era il cervello dell’organizzatore”.
Il debutto dell’iniziativa non sarebbe rimasto isolato: nei mesi successivi il 44enne avrebbe replicato l’evento e ampliato la distribuzione, inoltrando le immagini anche a familiari della donna, probabilmente convinto che “più pubblico c’è, meno è colpa mia”.
Rinviato a giudizio, dovrà ora affrontare il processo per revenge porn, reato che prevede pene fino a sei anni. La difesa parla di “episodio concitato e mal gestito”, mentre l’accusa insiste sul fatto che trasformare una rottura sentimentale in una tournée multimediale non rientri esattamente tra i comportamenti raccomandati.
Nel frattempo, diversi saloni della zona stanno aggiornando i servizi offerti: oltre a shampoo, taglio e colore, verrà aggiunta la clausola “vietato usare il locale come sala proiezioni della propria ex”.


