Momenti di tensione al Circolo Bar Duomo Vecchio, dove — a quanto pare nel giorno di Pasqua, anche se la conferma è arrivata solo oggi — un’infermiera è stata aggredita da un uomo noto in zona più per la costanza al bancone che per l’impegno nei percorsi di recupero. Secondo i presenti, tutto sarebbe iniziato quando l’operatrice ha osato proporre un’alternativa al terzo “caffè corretto terapia”.
“Ci ha detto di respirare e contare fino a dieci. Io sono arrivato a due e mi sono sentito giudicato”, avrebbe dichiarato l’aggressore, visibilmente contrariato da quello che ha definito “un approccio troppo poco inclusivo verso chi non ama contare”.
Nel frattempo, la Asl Toscana sud est ha fatto sapere di aver già attivato tutte le procedure necessarie per individuare soluzioni alternative, tra cui lo spostamento temporaneo dei percorsi socio-riabilitativi in luoghi meno pericolosi, come un vulcano attivo o una riunione di condominio. L’obiettivo resta garantire la continuità delle attività senza mettere a rischio la sicurezza di operatori e utenti, anche se qualcuno suggerisce di iniziare direttamente dalla sicurezza.
L’Azienda ha inoltre ribadito con fermezza che episodi di violenza non possono essere tollerati, soprattutto se avvengono prima dell’aperitivo. “C’è un momento per tutto”, avrebbe commentato un portavoce, “e l’aggressione al personale sanitario non rientra tra le attività ricreative previste”.
Solidarietà all’infermiera è arrivata anche dagli altri avventori del bar, molti dei quali hanno dichiarato di non aver visto nulla perché impegnati a discutere animatamente su chi dovesse pagare il conto dal 2017.
Intanto, tra le soluzioni al vaglio, non si esclude l’introduzione di nuove figure professionali come il “buttafuori socio-sanitario” o il “mediatore tra realtà e percezione alterata”, mentre resta aperta la domanda principale: se il bar fosse davvero il luogo più adatto per percorsi riabilitativi o semplicemente quello più comodo per non cambiare abitudini.


