RIGUTINO – Non è un esperimento sociale, né una rievocazione storica del Medioevo: è semplicemente Rigutino, anno 2026, dove la luce pubblica ha deciso di prendersi ferie senza avvisare nessuno. E oggi si festeggia pure un traguardo importante: quarto giorno consecutivo al buio. Stasera si punta alla quinta notte, con suspense manco fosse una serie Netflix.
Il risultato? Un paese trasformato in una puntata di “Chi l’ha visto?”, con cittadini armati di torce del telefono, fari delle macchine e una discreta dose di imprecazioni creative. “Sembra Beirut dopo un bombardamento”, commenta qualcuno, mentre un altro ottimista rilancia: “No dai, almeno è romantico… se non ti investono prima”.
Nel frattempo, sui social va in scena il grande classico: lo scaricabarile olimpionico. Da una parte chi segnala il problema (“magari qualcuno se ne occupa?”), dall’altra chi risponde piccato (“io ho chiamato il call center!”), in mezzo cittadini che ormai chiamerebbero pure il Papa pur di riaccendere un lampione.
Il punto, però, resta semplice: a Rigutino non si vede una mazza. E mentre i residenti fanno slalom tra buche invisibili e attraversamenti al buio stile videogame livello difficile, le istituzioni giocano a “non è colpa mia”.
E proprio il buio, paradossalmente, ha acceso un altro riflettore: quello sul manto stradale. Che già di giorno non era un biliardo, ma di notte diventa un’esperienza tra rally e sopravvivenza. Buche ovunque, invisibili e pronte a mettere alla prova sospensioni, nervi e calendario dei santi.
C’è chi suggerisce di chiamare il numero verde (che ormai risponde più spesso di certi amministratori), chi accende la torcia del cellulare come fosse una fiaccola olimpica, e chi propone direttamente di pagare la bolletta “che magari ce l’hanno staccata”.
Intanto, tra una segnalazione e una polemica, il paese resta al buio. Letteralmente.
E la sensazione diffusa è che qui non manchi solo la luce… ma pure qualcuno che accenda il cervello.
Fine della storia? No, perché a Rigutino aspettano ancora il lieto fine.
O almeno… un interruttore che funzioni.
Come se non bastasse il buio totale e le buche versione “campo minato”, a Rigutino si aggiunge pure il livello boss finale: internet che non funziona.
Tradotto per chi vive nel 2026: telefoni muti, POS inchiodati e commercianti costretti a fare cassa come nel ‘92… ma senza nemmeno il gettone del telefono.
“Clienti che si arrabbiano come se fosse colpa nostra”, racconta un commerciante esasperato. E in effetti la scena è surreale: entri, compri, arrivi alla cassa e… sorpresa! Carta no, bancomat no, magari neanche il telefono per dire “torno dopo”.
Benvenuti a Rigutino, dove il progresso si è preso una pausa insieme alla luce.
Il risultato è un mix perfetto:
buio pesto fuori, linea morta dentro e nervi saltati ovunque.
Un blackout che non è solo elettrico, ma pure economico.
E mentre qualcuno continua a rimbalzare responsabilità come fosse una partita di ping pong, qui la gente lavora (quando può) e perde soldi (quando non può).
Altro che disagio: qui si è passati direttamente alla modalità “siamo in disgrazia”.
Immagini da Facebook


