Tra una promessa elettorale e un rendering tirato fuori al momento giusto, spunta una certezza: la stazione Medioetruria a Rigutino qualcuno l’aveva già pensata, disegnata e pure riproposta con la pazienza di un pendolare in ritardo cronico. L’architetto Vincenzo Sorge ci ha inviato una lettera aperta indirizzata ai candidati alle amministrative 2026 di Arezzo, in cui rivendica la paternità del progetto e chiede — senza troppi giri di parole — che almeno il “grazie” non resti fermo al binario morto.
👉 Qui la lettera completa: MEDIOETRURIA LETTERA APERTA
Arezzo – C’è chi alle elezioni promette ponti, chi rotonde, e chi — più furbo — tira fuori direttamente i progetti già pronti… ma dimenticandosi di chi li ha fatti.
È un po’ la storia della stazione Medioetruria a Rigutino, che ormai gira tra i candidati come il vassoio dei cantucci al matrimonio: tutti ne prendono uno, ma nessuno dice chi l’ha portato.
A farsi sentire è l’architetto Vincenzo Sorge, che con una lettera aperta ha deciso di bussare — nemmeno troppo piano — alla porta della politica aretina.
Tradotto dal burocratese: “Oh, ma almeno citatemi”.
Secondo quanto racconta, il progetto della stazione a Rigutino non è nato ieri tra un comizio e un aperitivo elettorale, ma è stato proposto già nel 2009, riproposto nel 2014, rispolverato nel 2019, rinfrescato nel 2020, rimesso sul tavolo nel 2023 e pure aggiornato nel 2025 con l’idea di “Medora”, cioè una specie di outlet dell’oro aretino dentro la stazione.
Praticamente un progetto più perseverante delle zanzare a luglio.
Il punto però è un altro: negli ultimi tempi alcuni candidati alle elezioni comunali 2026 di Arezzo avrebbero iniziato a parlare proprio di quella stazione, proprio in quel punto, proprio con quelle caratteristiche.
Una coincidenza così precisa che manco quando parcheggi trovi il posto sotto casa.
E qui scatta il classico momento:
“Bella idea, di chi è?”
Silenzio.
Grilli.
Un treno che passa (forse pure veloce).
L’architetto infatti lamenta che nessuno lo nomini mai, nonostante il Consiglio Comunale avesse già approvato la soluzione nel 2022… sempre senza citare l’autore. Un po’ come applaudire la torta senza chiedere chi l’ha cucinata (e poi portarsela pure via).
Nella lettera si parla anche di diritto d’autore, progetto depositato alla SIAE e varie norme tirate fuori come il libretto delle istruzioni che nessuno legge mai finché non si rompe tutto.
Morale della favola:
la stazione ancora non c’è, ma il progetto viaggia già a velocità politica — fermate: appropriazione, dimenticanza e “l’idea era nell’aria”.
E mentre i candidati discutono su chi la farà, dove e come, l’architetto ricorda a tutti un concetto semplice semplice:
le idee saranno pure nell’aria… ma qualcuno, ogni tanto, le disegna pure.


