Panico in Valdarno dopo che un lupo ha fatto il suo lavoro di lupo, scatenando una reazione a catena che ha portato alla scomparsa immediata del buon senso, della grammatica e, in alcuni casi, anche della punteggiatura.
Secondo fonti molto arrabbiate su Facebook, il vero problema non sarebbero le pecore morte, ma il fatto che qualcuno stia finalmente mettendo in discussione il delicato equilibrio tra “fatturato” e “belato”. A rilanciare il dibattito è stato il filosofo da tastiera Francesco Cortonesi, che ha spiegato come le pecore siano ormai considerate “criptovalute con la lana”, mentre il lupo resta un semplice freelance della catena alimentare.
Nel frattempo, Coldiretti ha lanciato l’allarme rosso, arancione e anche un po’ fucsia, sottolineando che senza allevatori “le colline potrebbero improvvisamente iniziare a cavarsela da sole”, creando forte disagio tra i cittadini abituati a essere custoditi da greggi con partita IVA.
Sui social, il dibattito si è acceso ulteriormente quando alcuni utenti hanno chiesto: “Ma gli animalisti da che parte stanno?”. La risposta è arrivata subito: “Dalla parte di chi non scrive ‘animalisti’ con la i maiuscola a caso”.
Altri commentatori hanno invece proposto soluzioni concrete, come far cambiare lavoro ai lupi, insegnargli a mangiare carote o iscriverli a un corso di gestione della rabbia organizzato direttamente da internet.
Intanto, le pecore hanno preferito non rilasciare dichiarazioni, confermando ancora una volta di essere le uniche coinvolte nella vicenda a non avere un profilo Facebook.
Un pastore abruzzese, intervistato mentre continuava serenamente a fare il pastore, ha dichiarato: “Il lupo fa il lupo, io faccio il pastore e Facebook fa Facebook”. Parole subito ignorate perché prive di indignazione.
Gli esperti ricordano infine che il lupo non ha causato vittime umane, a differenza di alcune discussioni online che hanno provocato gravi danni al cervello di chi le ha lette.
La situazione resta tesa: si teme infatti che il prossimo attacco possa colpire direttamente una sezione commenti, già considerata specie a rischio di estinzione intellettiva.


