Campagna elettorale in modalità jukebox
“Cambia passo, vota Grasso”: Arezzo scopre il rock elettorale. I residenti chiedono almeno la versione acustica
Via Vittorio Veneto, sabato pomeriggio. Porte aperte del nuovo punto elettorale e casse regolate direttamente sulla modalità “concerto allo stadio”.
Dal marciapiede partiva infatti un motivetto rock martellante con slogan incorporato:
“Cambia passo, vota Grasso”.
Un’esperienza mistica a metà fra propaganda elettorale, karaoke di provincia e sigla dimenticata di una TV locale del 1998.
C’è chi si è fermato incuriosito, chi ha accelerato il passo e chi giura di avere ancora il ritornello in testa mentre cercava di addormentarsi.
Secondo alcune testimonianze, il volume era tale che perfino i semafori avrebbero lampeggiato a tempo.
Via Vittorio Veneto trasformata in un piccolo Sanremo civico: il candidato lancia il jingle ufficiale della campagna e annuncia che “questa volta lo dice anche la musica”.
La politica aretina entra ufficialmente nella sua fase musicale. Dopo volantini, aperitivi, selfie e strette di mano, arriva anche il tormentone elettorale:
“Cambia passo, vota Grasso”.
Un brano energico, motivazionale, con atmosfera pop-rock da convention politica americana in versione provinciale.
Di quelle canzoni che sembrano nate per accompagnare insieme un comizio, una palestra comunale e una pubblicità motivazionale del 1998.
Nel video pubblicato sui social si legge:
“Quando una campagna diventa anche musica, vuol dire che sta entrando nel cuore delle persone”.
Secondo alcuni cittadini, prima ancora del cuore sarebbe entrata direttamente nelle orecchie. E probabilmente anche nella memoria involontaria collettiva.
Il messaggio è epico: non solo una melodia, ma “un gesto di fiducia, affetto e partecipazione”.
Tradotto dal politichese emozionale: qualcuno ha scritto un ritornello e adesso mezza Arezzo rischia di canticchiarlo davanti al banco salumi.
Il videoclip alterna sorrisi, incontri, strette di mano e immagini di campagna elettorale, mentre il mantra
“Cambia passo, vota Grasso”
prova a fare ciò che spesso i programmi politici non riescono più a fare: infilarsi direttamente nel cervello dei cittadini.
“Esperienza, competenza, gioventù”, recita il candidato. Tre parole importanti. Ma il vero colpo comunicativo resta il ritornello:
“Cambia passo, vota Grasso”.
Breve, diretto, martellante. Talmente martellante che qualcuno in zona Vittorio Veneto pare abbia già chiesto la versione acustica.
Del resto la politica evolve. Una volta bastavano il santino e il comizio in piazza. Oggi serve il videoclip, il jingle, il ritmo e possibilmente anche il coro finale da finale playoff.
“Arezzo può cambiare passo”, dice lo slogan. E questa volta, precisa il candidato,
“lo dice anche la musica”.
Del resto la campagna elettorale evolve: prima i volantini, poi i social, ora direttamente il tormentone da tournée estiva.
Manca solo il remix latino, la versione dance da discoteca comunale e il balletto ufficiale su TikTok e poi siamo pronti per l’Eurovision civico.


