A Poppi ormai l’hanno capito tutti: puoi anche candidarti, inaugurare rotatorie o tagliare nastri, ma la vera autorità del paese resta lui. Saverio. Il gatto.
Diciannove anni suonati, pelo vissuto da pensionato di lusso e lo sguardo di uno che ne ha viste più del catasto comunale. E ora il micione più famoso del Casentino è pure finito su TGCOM24, consacrato definitivamente a celebrità nazionale.
La storia è quella che solo in Toscana può diventare normale: un gatto randagio adottato praticamente da un intero paese. A Poppi Saverio non è un animale domestico, è una specie di patrimonio comunale non registrato. Una “presenza indispensabile per il paese”, come ormai lo definiscono in tanti. Manca solo il gettone di presenza alle sedute del consiglio comunale.
Il felino gira libero tra piazza, vicoli e attività del centro storico con l’aria di chi controlla il territorio. D’inverno viene ospitato al bar Le Stanze, che ormai è diventato il suo quartier generale operativo. Un po’ rifugio, un po’ ufficio stampa.
E mentre tanti esseri umani combattono per racimolare due like e una reaction della zia, Saverio su Instagram sfonda quota 35mila follower. Numeri che, da queste parti, manco alle feste di paese con gli Stornellatori e la porchetta gratis.
Sul social appare sdraiato sui tavolini, in posa davanti ai negozi, accolto dai turisti come una star internazionale. Qualcuno gli porta i croccantini, altri si fermano per un selfie. C’è pure chi viene a Poppi sperando di incontrarlo dal vivo, tipo pellegrinaggio mistico ma col pelo.
E diciamolo: in un mondo pieno di influencer che spiegano come respirare, mangiare e piegare le magliette, vedere un gatto anziano che campa sereno facendosi voler bene da tutti è quasi una notizia rivoluzionaria.
A Poppi, insomma, il turismo esperienziale ha trovato la sua mascotte definitiva. E Saverio, senza mai fare una story parlata o vendere tisane detox, è riuscito dove tanti umani falliscono: farsi amare davvero.


