“Ricostruzione satirica liberamente ispirata alla polemica sull’aspettativa lavorativa del candidato sindaco.”
AREZZO – Dopo settimane di domande, controdomande, precisazioni, curriculum, PEC revocate, bilanci scomparsi e manager più o meno general, il caso Ceccarelli compie il grande salto: da Rondine a Montecitorio.
L’onorevole Francesco Michelotti ha infatti depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere ai ministri competenti di chiarire una questione che ormai tiene col fiato sospeso l’intero Paese: Vincenzo Ceccarelli era project manager, general manager, manager e basta oppure, come sospettano i più prudenti, semplicemente in aspettativa da così tanto tempo da essere diventato un reperto archeologico del mercato del lavoro?
“Non è un processo sommario”, ha precisato Michelotti. Una rassicurazione necessaria dopo che alcuni cittadini avevano già richiesto l’intervento di Chi l’ha visto? per rintracciare l’ultimo bilancio della società citata nella vicenda.
L’interrogazione nasce dalle dieci domande formulate dal consigliere uscente Francesco Lucacci, che nei giorni scorsi aveva scoperto che l’azienda da cui Ceccarelli risulta in aspettativa non deposita bilanci dal 2010. Una circostanza che ha immediatamente acceso il dibattito cittadino tra chi parla di mistero amministrativo e chi invece ricorda che ad Arezzo ci sono persone che non riescono ancora a trovare il telecomando perso nel 2008.
Ceccarelli aveva già replicato spiegando che un dipendente in aspettativa non risponde delle vicende societarie e che i contributi figurativi sono previsti dalla legge. Inoltre aveva ammesso di aver confuso il ruolo di general manager con quello di project manager durante un confronto pubblico.
Una spiegazione che però non è bastata a spegnere la curiosità politica locale, ormai trasformata in una vera disciplina olimpica.
Secondo indiscrezioni, il Governo starebbe valutando la creazione di una task force interministeriale composta da funzionari, giuristi, commercialisti e tre pensionati seduti al bar per stabilire una volta per tutte quale fosse l’esatta dicitura sul biglietto da visita di Ceccarelli prima dell’avvento degli smartphone.
Nel frattempo ad Arezzo cresce l’attesa. Non tanto per le risposte dei ministri, quanto per capire quale sarà il prossimo livello istituzionale della vicenda. Dopo il Consiglio comunale, la Regione e il Parlamento, gli osservatori non escludono un’interrogazione alle Nazioni Unite o una commissione d’inchiesta presso il CERN di Ginevra.
L’obiettivo, spiegano i promotori, resta uno soltanto: fare piena luce su una questione che, a forza di chiarimenti, rischia ormai di diventare più lunga dell’aspettativa stessa.


