AREZZO – C’è chi per entrare in ospedale aspetta ore, chi aspetta gli esami e chi aspetta il medico. E poi c’è chi, appena arrivato, ha pensato bene di presentarsi direttamente al mondo senza prendere appuntamento.
Sabato mattina al Pronto Soccorso del San Donato una futura mamma si presenta con le doglie. Gli operatori danno un’occhiata alla situazione e capiscono subito che il nuovo arrivato non è tipo da liste d’attesa, codici colore o pratiche burocratiche: vuole uscire e basta.
E così, mentre nell’open space si combatte la solita battaglia quotidiana tra malanni, dolori e pazienti in osservazione, scatta la mobilitazione generale. Destinazione: la “camera calda”. Nome che, per una volta, si rivela più azzeccato del previsto.
Passano pochi minuti e il piccolo decide che il momento è quello giusto. Niente trasferimenti, niente reparto maternità, niente perdite di tempo. Primo vagito e pratica chiusa.
Per qualche istante il Pronto Soccorso cambia faccia. Tra una flebo e una pressione da misurare, tra chi aspetta un referto e chi spera di tornare presto a casa, arriva la notizia che mette tutti d’accordo: è nato un bambino.
Dicono che il suo pianto sia stato sentito anche tra le barelle dell’osservazione. Del resto, in un posto dove ogni giorno si vedono malattie, incidenti e preoccupazioni, l’arrivo di una vita nuova vale più di qualsiasi terapia ricostituente.
E mentre medici e infermieri tornano a correre da una parte all’altra del reparto, la mamma stringe il suo bambino tra le braccia.
Il neonato, dal canto suo, ha già lasciato il segno: è probabilmente l’unico aretino che al Pronto Soccorso è entrato e uscito nel giro di pochi minuti. E pure soddisfatto.


