CASENTINO – Cocaina, sostanze dopanti, bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. Più che un’abitazione, secondo gli inquirenti sembrava una succursale abusiva del Ministero delle Prestazioni Straordinarie.
A finire nei guai un 53enne del Casentino, arrestato dai Carabinieri al termine di un’attività investigativa nata per contrastare lo spaccio di stupefacenti sul territorio.
L’indagine è partita dopo una serie di movimenti sospetti osservati nei pressi dell’abitazione dell’uomo. I militari avrebbero documentato la cessione di una dose di cocaina a un cliente, scoprendo così che dietro quella che poteva sembrare una tranquilla casa di provincia si nascondeva una sorta di sportello unico per chi voleva affrontare la giornata con più energia del consentito.
Durante la perquisizione sono saltati fuori alcuni grammi di cocaina, un bilancino di precisione, sostanza da taglio e ben quindici confezioni di prodotti dopanti di varia natura.
Gli investigatori stanno ora cercando di capire quale fosse la destinazione delle sostanze dopanti. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti ci sarebbero una squadra ciclistica clandestina, una palestra particolarmente ottimista oppure un gruppo di cinquantenni intenzionati a vincere il torneo di calcetto aziendale con margini mai visti prima.
La Procura prosegue gli accertamenti, mentre gli abitanti della zona si interrogano sul curioso modello di business scoperto dai Carabinieri: un’attività capace di servire contemporaneamente chi voleva correre più veloce e chi, invece, aveva già deciso di vedere il mondo andare troppo veloce da solo.
L’uomo resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Per il momento l’unico record certificato è quello dell’inventario sequestrato dai militari.


