Da 1.600 a 4.000 in dieci chilometri: il miracolo della Setteponti
AREZZO – Alla Marcia della Pace si è parlato di dialogo, convivenza e ponti tra i popoli. Sui numeri, invece, pare che il confronto sia ancora aperto.
Secondo i dati diffusi da Rondine e riportati dalle agenzie di stampa, alla manifestazione hanno partecipato circa 4.000 persone.
Secondo la Questura, invece, i partecipanti erano circa 1.600.
Una differenza di appena 2.400 persone.
Più o meno la popolazione di un piccolo comune che qualcuno deve essersi dimenticato di contare. Oppure ha contato due volte.
Ora, che tra organizzatori e forze dell’ordine ci sia spesso qualche divergenza numerica è cosa nota. Fa parte del folklore nazionale quasi quanto il dibattito sulla bistecca e quello sul rigore non dato.
Qui però non si parla di qualche decina o qualche centinaio di persone.
Qui si parla di un numero che, strada facendo, cresce di due volte e mezzo.
Praticamente una marcia e mezzo.
Viene quindi spontaneo chiedersi dove fossero gli altri 2.400.
Dietro il Ponte Buriano?
Nascosti tra i cipressi?
Oppure impegnati in una marcia parallela visibile soltanto agli organizzatori?
Naturalmente noi non abbiamo strumenti per stabilire quale sia la cifra corretta.
Possiamo però constatare che tra 1.600 e 4.000 passa una bella differenza.
Talmente bella che, se fosse una lista elettorale, prenderebbe un consigliere comunale in più.
Una cosa comunque è certa.
La marcia era per la pace.
Sui numeri, invece, la tregua sembra ancora lontana.
Le immagini sono state gentilmente requisite dal profilo di Marcello Comanducci.
Le pubblichiamo senza alcuna pretesa statistica.
Perché dopo aver letto che i partecipanti erano 1.600 per la Questura e 4.000 per gli organizzatori, abbiamo capito che in questa storia l’unica cosa certa sono le fotografie.
E nemmeno troppo.


