Marcia della Pace: uno parte da Arezzo, l’altro da La Doccia. Pace fatta anche col contapassi
AREZZO – La Marcia della Pace è una cosa bellissima. Si parte da Arezzo, si cammina per chilometri fino a Rondine, si suda, si fatica e si riflette sul mondo.
Almeno in teoria.
Quest’anno infatti i due candidati sindaco hanno interpretato l’evento in maniera leggermente diversa.
Marcello Comanducci si è presentato alla partenza ufficiale delle 9.30 insieme agli altri partecipanti.
Vincenzo Ceccarelli invece è comparso intorno alle 11 nella zona di Rondine.
Ora, siccome noi all’Ortica siamo scarsi in politica ma discretini in geometria, ci viene un dubbio.
Se la marcia parte da Arezzo alle 9.30 e uno arriva a Rondine alle 11, quanta marcia ha marciato?
Secondo alcune segnalazioni raccolte lungo il percorso, l’auto del candidato sarebbe stata vista parcheggiata nei pressi del ristorante La Doccia.
Che tradotto in lingua contapassi significa: il Borgo di Rondine è a poche centinaia di metri.
Praticamente la distanza che molti aretini fanno ogni sera per portare il cane a fare i bisogni.
Ora, Ceccarelli ha 66 anni e nessuno pretende che si faccia l’Ultra Trail del Monte Lignano. Però tra una decina di chilometri e mezzo giro di guinzaglio esiste un’interessante via di mezzo.
Anche perché chi è partito da Arezzo alle 9.30, alle 11 aveva già consumato le suole, svuotato la borraccia e iniziato a domandarsi se la pace nel mondo non potesse essere raggiunta direttamente da casa.
Il candidato invece sarebbe arrivato fresco per l’ultimo tratto, quello in cui si vedono già le mura di Rondine e si sente profumo di pranzo.
Una strategia che potrebbe rivoluzionare il concetto stesso di pellegrinaggio.
Del resto anche Cristoforo Colombo, se fosse partito dalle Bahamas, avrebbe scoperto l’America molto prima.
Morale della favola: uno è partito da Arezzo alle 9.30, l’altro è comparso a Rondine alle 11.
Noi non giudichiamo nessuno.
Ma il contapassi, probabilmente, sì.
Nell’immagine: A sinistra il selfie in testa al serpentone partito da Arezzo. A destra la dura battaglia finale con una bottiglietta d’acqua


