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Ballottaggio, Romizi interroga Comanducci sui social: moschea, assessori e manutenzioni accendono il dibattito

Tre video pubblicati dal consigliere comunale di opposizione aprono altrettanti fronti politici. Centinaia di commenti e un confronto che si sposta dalla città alle coalizioni

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Ballottaggio, Romizi interroga Comanducci sui social: moschea, assessori e manutenzioni accendono il dibattito

Tre video pubblicati dal consigliere comunale di opposizione aprono altrettanti fronti politici. Centinaia di commenti e un confronto che si sposta dalla città alle coalizioni

Mentre Arezzo si prepara agli ultimi chilometri della campagna elettorale e i candidati consumano più suole che programmi, Francesco Romizi ha deciso di trasformarsi nel professore supplente della politica aretina. Niente compiti in classe, ma una serie di interrogazioni rivolte al candidato sindaco Marcello Comanducci.

All’inizio erano domande. Poi è arrivata anche la risposta.

Quattro video, tre interrogazioni e una conclusione finale che ha trasformato la miniserie social in una vera e propria dichiarazione politica. Sul tavolo sono finiti immigrazione, squadra di governo, manutenzioni cittadine e, nell’ultimo episodio, direttamente la scelta di voto.

Il grande quiz della moschea misteriosaNel primo episodio della miniserie elettorale che sta animando Facebook più di un gruppo di quartiere alle prese con i cassonetti, Francesco Romizi pone una domanda che sembra semplice ma che rischia di aprire più dibattiti di una cena di Natale tra parenti di opposte fazioni politiche.

Se Marcello Comanducci dovesse conquistare Palazzo Cavallo, a prevalere sarà la linea dura sull’immigrazione oppure quella del dialogo con le comunità straniere? Una questione che ha immediatamente trasformato i commenti in un’arena dove tutti spiegano agli altri cosa pensano davvero i candidati, spesso senza che i candidati stessi ne siano al corrente.

Il mistero della squadra invisibileNel secondo video Romizi affronta uno dei grandi classici della politica: il rinnovamento. Quello che tutti promettono, tutti invocano e che spesso, una volta aperta la porta dell’ufficio, assomiglia sorprendentemente a ciò che c’era prima.

La domanda è semplice: in caso di vittoria vedremo una squadra nuova oppure assisteremo all’ennesima edizione del festival delle facce già conosciute? Nei commenti c’è chi chiede cambiamento, chi rivendica l’esperienza e chi sospetta che ad Arezzo il vero partito trasversale sia quello della continuità.

Il miracolo delle buche guariteNel terzo episodio si parla di uno dei fenomeni più misteriosi della politica locale: la straordinaria coincidenza tra campagne elettorali e improvvise apparizioni di asfalto, decespugliatori e attenzione per il decoro urbano.

Romizi si chiede se strade, marciapiedi e aree verdi continueranno a ricevere cure amorevoli anche dopo il voto oppure se, come certe promesse elettorali, torneranno in letargo fino alla prossima tornata. Nei commenti molti cittadini sostengono di aver assistito personalmente a questo prodigio amministrativo, confermando che ad Arezzo le buche sono ormai un tema identitario quasi quanto la Giostra del Saracino.

Fine delle interrogazioni: Romizi passa direttamente alla pagella
Dopo tre interrogazioni, Francesco Romizi ha deciso di mettere via il registro e passare direttamente ai giudizi conclusivi.

Nel quarto video il tono cambia. Niente più domande rivolte a Marcello Comanducci, ma una dichiarazione politica esplicita: «Marcello, niente, non ti votiamo».

Secondo Romizi il tema non sarebbe tanto la simpatia per questo o quel candidato, quanto il bilancio degli undici anni di amministrazione del centrodestra ad Arezzo. Da qui l’invito agli elettori a compiere non un atto di fede ma, come ripete più volte nel video, un «atto di lucidità».

La domanda finale diventa quindi quella che attraversa tutta la campagna elettorale: il cambiamento annunciato da Comanducci rappresenta davvero una nuova fase oppure la prosecuzione dell’esperienza amministrativa che governa la città dal 2015? La risposta di Romizi, almeno per quanto lo riguarda, è già scritta.

Dalle domande alle conclusioni

Se c’è un elemento che emerge dalla sequenza dei quattro video è l’evoluzione del messaggio. Le prime pubblicazioni erano costruite attorno a interrogativi su immigrazione, squadra di governo e manutenzioni. L’ultima, invece, mette apertamente sul tavolo una scelta politica.

Le domande poste da Romizi hanno infatti generato risposte che spesso chiamano in causa anche il centrosinistra, la candidatura di Ceccarelli, le alleanze costruite per il ballottaggio e il tema della coerenza politica.

Con il quarto video il confronto esce definitivamente dal terreno delle ipotesi e approda a quello delle indicazioni di voto, chiudendo un percorso comunicativo iniziato con tre domande e terminato con una risposta.

A pochi giorni dal voto, i social si confermano così uno dei principali terreni di scontro della campagna elettorale aretina, dove ogni domanda diventa immediatamente occasione per un confronto più ampio sul futuro governo della città e ogni video contribuisce ad alimentare il dibattito tra i due schieramenti.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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