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📄 FONTE comunicato stampa Comitato Stazione AV Arezzo
C’è chi prende posizione, chi si espone e chi invece pratica l’antica arte del “né di qua né di là”, disciplina che secondo alcuni avrebbe ormai diritto a entrare tra gli sport olimpici.
E proprio sulla categoria del silenzio strategico torna all’attacco il Comitato Stazione AV Arezzo, che non ha mai digerito la prudenza mostrata da Confindustria Arezzo sulla localizzazione di Medioetruria a Rigutino. Una prudenza così rigorosa da far apparire il Colosso di Rodi un esempio di irruenza.
Nel frattempo l’allora presidente Fabrizio Bernini ha compiuto il grande salto, conquistando la guida di Confindustria Toscana. E qui, secondo il Comitato SAVA, nasce una domanda che nemmeno il rasoio di Occam riesce a tagliare via: quel mancato schieramento era davvero soltanto una scelta istituzionale oppure rappresentava la miglior assicurazione per non scontentare nessuno e raccogliere consensi da ogni angolo della regione?
Tradotto dal politichese all’aretino corrente: se ti schieri perdi amici, se non ti schieri magari diventi presidente.
Del resto, ricordano dal Comitato, le critiche alla neutralità di Confindustria non arrivarono soltanto dai sostenitori della stazione a Rigutino, ma furono espresse anche dal sindaco uscente Alessandro Ghinelli dopo il Consiglio comunale aperto dedicato alla vicenda.
Per i sostenitori della stazione aretina resta infatti difficile comprendere come, in una fase di deindustrializzazione e di crescente affanno economico, su una delle partite considerate più strategiche per il territorio si sia scelto di rimanere rigorosamente equidistanti, quasi come la Svizzera durante un litigio tra condomini.
E così, mentre il treno di Medioetruria continua a essere atteso più di quello delle 7.12 da Arezzo, il Comitato SAVA rilancia l’interrogativo che da anni aleggia sulla vicenda: a forza di non prendere posizione, c’è il rischio che prima o poi sia la posizione a prendere te.
E adesso, dopo la promozione regionale, qualcuno a Rigutino si chiede se quel silenzio fosse semplice prudenza oppure il più raffinato degli investimenti politici. Domanda che, almeno per ora, viaggia ancora senza fermate.


