Ogni tanto arriva una notizia che merita di essere raccontata senza cercare per forza il pelo nell’idrante.
Il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Arezzo ha accolto sette nuovi Capi Squadra, tutti aretini, che hanno concluso con successo il percorso di formazione. Insieme a loro hanno prestato giuramento anche tre nuovi funzionari: un direttore destinato al soccorso tecnico e due direttori amministrativi.
In un periodo in cui gli enti pubblici sembrano più abituati a salutare chi va in pensione che ad accogliere nuovi colleghi, vedere dieci professionisti entrare in servizio fa quasi notizia due volte.
I nuovi Capi Squadra saranno distribuiti nelle sedi della provincia per rafforzare il dispositivo di soccorso. Tradotto: qualche equipaggio in più, qualche turno meno pesante e una risposta ancora più efficace quando qualcuno decide che è una buona idea improvvisarsi elettricista, boscaiolo o alpinista sul tetto di casa.
C’è poi un aspetto che spesso passa inosservato: il ricambio generazionale. Non è soltanto una formula buona per i comunicati stampa, ma la garanzia che esperienza e competenze continuino a tramandarsi, mantenendo efficiente uno dei servizi pubblici più apprezzati dai cittadini.
Perché, diciamolo, i Vigili del Fuoco sono una di quelle categorie che tutti sperano di non dover chiamare mai. Ma quando succede, ci si aspetta che arrivino in pochi minuti, sappiano già cosa fare e risolvano problemi che, fino a un attimo prima, sembravano impossibili.
Per questo l’arrivo di nuove forze è una buona notizia non solo per il Comando di Arezzo, ma per tutta la provincia. E, per una volta, possiamo raccontare un potenziamento del servizio pubblico senza dover aggiungere la frase “salvo imprevisti”.
Benvenuti ai nuovi arrivati e buon lavoro: l’augurio migliore è che facciate tanta esperienza, ma il minor numero possibile di interventi davvero drammatici.


