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Arezzo condanna gli insulti: per farlo parte subito una gara a chi insulta meglio

Il Movimento 5 Stelle condanna senza esitazioni la scritta “fasci appesi”, ma critica la reazione del presidente del Consiglio comunale: «Chi rappresenta le istituzioni dovrebbe abbassare i toni»

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Arezzo condanna gli insulti: per farlo parte subito una gara a chi insulta meglio

Il Movimento 5 Stelle condanna senza esitazioni la scritta “fasci appesi”, ma critica la reazione del presidente del Consiglio comunale: «Chi rappresenta le istituzioni dovrebbe abbassare i toni»

La scritta “fasci appesi” comparsa davanti alla sede aretina di Fratelli d’Italia deve essere condannata senza esitazioni. Su questo il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Arezzo non lascia spazio a equivoci: minacce, intimidazioni e linguaggio violento non appartengono a una democrazia civile.

Fin qui tutto semplice. Poi, come spesso accade nella politica aretina, è arrivato il momento di spegnere l’incendio con una tanica di benzina.

La coordinatrice provinciale del M5S, Cristiana Quaratini, contesta infatti le parole attribuite al presidente del Consiglio comunale di Arezzo, che avrebbe definito gli avversari politici «cretini senza cervello», «sinistri antidemocratici», aggiungendo che «a lavorare non ci vanno mai».

Insomma, la violenza verbale è stata ufficialmente respinta con fermezza, accompagnandola però alla porta a pedate e parolacce. Una nuova tecnica istituzionale: abbassare i toni urlando più forte degli altri.

«Non è una risposta istituzionale – sostiene il Movimento 5 Stelle – ma esattamente il tipo di linguaggio che contribuisce ad avvelenare il confronto politico». Secondo Quaratini, chi ricopre un incarico pubblico dovrebbe assumersi una responsabilità maggiore, evitando di trasformare ogni episodio in una guerra permanente tra destra e sinistra sui social.

Il M5S ribadisce quindi la condanna della scritta contro Fratelli d’Italia, chiedendo però coerenza anche a chi rappresenta le istituzioni: «Quando si ricopre una carica pubblica, non si rappresenta soltanto la propria parte politica. Si rappresenta l’intera città».

La democrazia, conclude la nota, non si difende insultando chi la pensa diversamente, ma rispettando anche l’avversario.

Concetto rivoluzionario, soprattutto nell’epoca in cui prima si scrive il post, poi si cerca l’insulto e soltanto alla fine, se avanza tempo, si prova a ricordare quale fosse il problema.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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