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L’Arezzo cade di rigore ma non sfigura: a Cagliari la base c’è, davanti un po’ meno

La squadra di Bucchi gioca una buona partita contro un’avversaria di categoria superiore, ma paga una disattenzione e l’assenza di tutti i centravanti. Ora servono pochi innesti, ma significativi

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L’Arezzo cade di rigore ma non sfigura: a Cagliari la base c’è, davanti un po’ meno

La squadra di Bucchi gioca una buona partita contro un’avversaria di categoria superiore, ma paga una disattenzione e l’assenza di tutti i centravanti. Ora servono pochi innesti, ma significativi

L’Arezzo esce dalla Coppa Italia al cospetto del Cagliari, squadra di categoria superiore, ma lo fa dopo una buona prova.

Le difficoltà per gli amaranto si manifestano soprattutto prima dell’inizio della gara, quando nelle formazioni ufficiali mancano i nomi di tutti i centravanti a disposizione di Bucchi. L’allenatore amaranto è dunque costretto a fare di necessità virtù e schiera una linea d’attacco composta da Tavernelli, Varela e Arena. Si affida alla velocità, nella speranza di mettere in difficoltà la retroguardia sarda.

Nonostante l’orario e le alte temperature, la gara comincia subito a ritmi piuttosto sostenuti. Da entrambe le parti il gioco risulta fluido e frizzante.

Al 15’ i padroni di casa approfittano di un rinvio di Nunziante che sbatte su Gilli e, nel giro di pochi secondi, colpiscono due volte il palo alla destra del portiere amaranto: prima con Mendy e poi con Deiola.

Passano pochi minuti e l’arbitro decreta un calcio di rigore in favore dei padroni di casa. Il Cagliari batte una punizione e, al limite dell’area, Renzi trattiene un avversario. Non è una trattenuta clamorosa, ma è sufficiente per indurre il direttore di gara a indicare il dischetto.

Nunziante respinge il tiro di Deiola e Gilli arriva sul pallone prima che lo stesso centrocampista rossoblù possa ribadire in porta. Il VAR, però, richiama Calzavara: il difensore amaranto è entrato in area prima dell’esecuzione del rigore, traendo vantaggio dalla propria posizione.

Il penalty deve quindi essere ripetuto e, questa volta, Deiola non sbaglia. È l’episodio che deciderà la gara.

Gli amaranto non demordono e cercano il pareggio, ma con scarsi risultati. Costruiscono buone trame di gioco, senza però trovare un uomo capace di finalizzarle. La difesa, invece, regge bene l’urto degli attaccanti isolani, con Illanes e lo stesso Nunziante una spanna sopra i compagni.

Al 17’ del secondo tempo l’arbitro assegna un calcio di rigore all’Arezzo, ma viene richiamato al monitor. Nonostante fosse inizialmente in ottima posizione, il direttore di gara deve correggere la propria decisione: Sala non aveva subito fallo, ma era stato lui a colpire l’avversario nel tentativo di calciare il pallone.

L’Arezzo ha disputato una buona partita, persa per una disattenzione. Il fallo di Renzi forse non era così evidente, ma un contatto c’era; così come è indubbio che Gilli sia entrato in area prima della battuta del rigore.

Dovremo abituarci al VAR, perché lo avremo anche in Serie B. Certi episodi vengono controllati e comunicati al direttore di gara: l’attenzione, dunque, dovrà essere sempre massima.

Anche la condizione fisica sembra buona, con gli uomini di Bucchi che hanno spinto fino al 98’ alla ricerca del pareggio. In difesa, come detto, hanno convinto Nunziante e Illanes, mentre sono da rivedere gli uomini impiegati sulle fasce.

Il vero punto interrogativo riguarda l’attacco, dove, per una serie di circostanze sfavorevoli, Bucchi è stato costretto a stravolgere tutto.

Cutolo ha ribadito che la squadra è completa all’85%. Questo significa che, da qui alla chiusura del mercato, arriveranno certamente alcuni nuovi giocatori e ci saranno anche diverse partenze.

Secondo il nostro modestissimo parere, servono pochi innesti, ma significativi, per raggiungere il traguardo della salvezza senza dover penare più del necessario.

Le buone prestazioni viste fino a oggi non devono illudere i tifosi. La Serie B è e sarà “tosta” e l’Arezzo, come ogni matricola, è destinato a soffrire per conquistare la salvezza. Si può, però, soffrire un po’ meno con qualche accorgimento mirato.

Quanto visto a Cagliari lascia ben sperare. La base c’è ed è di buon livello: deve soltanto essere completata e migliorata in alcuni ruoli.

Domenica sarà già tempo di campionato, con gli amaranto impegnati sul campo dell’Avellino. La Coppa finisce in Sardegna; adesso comincia la partita che conta davvero.

Foto: S.S. Arezzo

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Marco Rosati
Marco Rosati
Prediligo chi pone e si fa domande ed ho terrore di chi ha solo certezze. Non riesco a saziare la mia curiosità. Mi ritengo un “giovane con esperienza” ma, quando ero adolescente, consideravo coloro che oggi sarebbero miei coetanei “vecchi matusalemme”. Ho fatto studi tecnici ma sono appassionato di storia e delle materie umanistiche in genere. Insomma sono un po’ (eufemismo?) complesso.
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