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Nunziante para, il VAR ribussa: l’Arezzo perde di rigore

Il Cagliari passa con un rigore ripetuto di Deiola. Amaranto inizialmente contratti e senza un centravanti di riferimento, ma capaci di restare in partita fino alla fine. Le pagelle del “Calice amaranto” di Cesare Fracassi

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Nunziante para, il VAR ribussa: l’Arezzo perde di rigore

Il Cagliari passa con un rigore ripetuto di Deiola. Amaranto inizialmente contratti e senza un centravanti di riferimento, ma capaci di restare in partita fino alla fine. Le pagelle del “Calice amaranto” di Cesare Fracassi

 🍷 Il calice amaranto

 Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.

Il Cagliari batte l’Arezzo 1-0 all’Unipol Domus e supera il turno di Coppa Italia. Decide al 23′ un calcio di rigore di Deiola, fatto ripetere dopo la prima parata di Nunziante. Il secondo tentativo finisce in rete e diventa l’unico gol della serata. Sky Sport e L’Unione Sarda confermano risultato e dinamica dell’episodio.

Il pronostico vedeva favoriti i rossoblù e il campo ha mostrato il motivo: maggiore fisicità, rapidità e qualità individuale. Mendy, Romano, Obert e Fazzini hanno dato subito ritmo alla partita, mentre l’Arezzo è partito un po’ contratto e con una mancanza difficile da nascondere anche mettendoci sopra il centrino buono: senza Cerri, manca un centravanti vero al quale appoggiare palloni e speranze.

Bucchi ha schierato tre giocatori offensivi, ma senza un riferimento centrale il reparto ha finito spesso per girare intorno all’area come chi cerca parcheggio alla Fiera Antiquaria.

Nel primo tempo il Cagliari ha colpito anche due pali, mentre l’Arezzo ha costruito poco. Le occasioni migliori sono capitate a Varela e Renzi, ma senza diventare veri pericoli per la porta rossoblù. Varela, soprattutto, avrebbe potuto approfittare di una buona situazione: peccato che il pallone chiedesse il sinistro e lui avesse pronto l’altro piede.

Nella ripresa, però, il Cavallino ha preso maggiore confidenza. Coppolaro, Illanes e successivamente Cagnano hanno messo in campo esperienza e mestiere, impedendo al Cagliari di chiudere definitivamente la partita.

Il problema è che i padroni di casa, una volta conquistato il vantaggio, hanno serrato gli spazi. Sala, Arena, Varela e Tavernelli hanno trovato davanti una squadra ben sistemata, poco disposta a concedere corridoi e regali di Ferragosto.

Bucchi ha provato a cambiare qualcosa inserendo Iaccarino, Cipriani e Mawuli. Iaccarino ha portato maggiore ordine, Mawuli fisicità e Cipriani una buona dose di entusiasmo. A livello offensivo, tuttavia, è arrivato soltanto un tiro di Sala. Troppo poco per rimettere in piedi la partita.

Finisce dunque 1-0. Il Cagliari passa il turno, come pronostico comandava, mentre l’Arezzo esce senza essere travolto e con qualche indicazione utile. La difesa, una volta prese le misure, ha retto. Davanti, invece, l’assenza di un centravanti di riferimento si è vista parecchio: si può apparecchiare anche con tre punte, ma se manca il piatto principale si rimane comunque con la fame.

E poi ci sono stati gli “occhi dei falchi”, come li chiama Cesare Fracassi: vedono tutto, fanno ripetere il rigore e non si distraggono nemmeno a Ferragosto. Il Cagliari era favorito e, secondo il tifoso amaranto, nell’episodio decisivo è stato pure… favorito.

Le pagelle del Calice amaranto

Nunziante 6 – Da 5 nell’uso dei piedi, da 7 sul primo rigore parato. La media fa sei, anche se il VAR gli cancella il momento da copertina.

Renzi 6 – Sua la leggera trattenuta di maglia che porta al rigore. Episodio che riporta alla memoria quello fischiato a Gilli contro l’Ascoli.

Gilli 6 – Soffre la rapidità degli avversari, ma rimane dentro la partita.

Illanes 6,5 – Esperienza, posizione e mestiere. Quando la gara si complica, non perde la bussola.

Righetti 6 – Deve fare i conti con la fisicità di Obert e non è precisamente una serata da passeggiata sul lungomare.

Sala 6,5 – Suo l’unico vero tiro amaranto. In una partita avara di conclusioni, basta per guadagnarsi mezzo voto in più.

Chierico 6 – Si vede poco e fatica a incidere in mezzo al campo.

Ionita 6 – Tiene la posizione, ma dalla sua esperienza ci si aspetta qualcosa in più.

Tavernelli 6 – Poco aiutato sulla fascia. Predica, corre e spesso si ritrova senza parrocchiani.

Varela 6 – Senza spazi perde buona parte della propria pericolosità. E in un’occasione sarebbe servito il piede sinistro.

Arena 6 – Come Tavernelli, riceve poco sostegno e trova davanti una difesa che chiude ogni porta.

Mawuli 6 – Porta soprattutto fisicità, senza riuscire a cambiare il corso della partita.

Coppolaro 6,5 – Cresce con il passare dei minuti e contribuisce a mantenere l’Arezzo in gara.

Cagnano 6 – Entra e mostra subito esperienza.

Iaccarino 6 – Dà più ordine rispetto a Chierico, anche se soffre la maggiore struttura degli avversari.

Cipriani 6 – Entra con lo spirito giusto e prova a dare la scossa.

Bucchi 6 – Tre giocatori offensivi, ma nessun centravanti vero. Il problema non è il numero delle punte: è chi deve fare da riferimento. In attesa che rientri Cerri, servirebbe un vero player.

Gli “occhi dei falchi” 6,5 – Il Cagliari era favorito. Per Fracassi, nell’episodio decisivo è stato anche un pochino favorito.

Nota della redazione

Commentatori Mediaset 4,5 – Telecronaca tecnicamente corretta, ma con il Cagliari raccontato come se davanti avesse il Real Madrid e l’Arezzo fosse arrivato in Sardegna col traghetto sbagliato. Tra un elogio rossoblù e l’altro, degli amaranto si sono ricordati a intermittenza. Più che una telecronaca, a tratti pareva la radiolina ufficiale di casa Cagliari.

Foto: S.S. Arezzo

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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