La redazione dell’Ortica raccoglie dai social segnalazioni e discussioni che raccontano Arezzo dal basso. Noi riportiamo gli umori della città, senza distribuire patenti di ragione.
Intorno alla mezzanotte un grosso animale è stato avvistato a Campoluci, nei pressi delle abitazioni. La segnalazione, accompagnata da immagine pubblicata nel gruppo Facebook “Sei di Arezzo se…”, ha immediatamente acceso la discussione: per alcuni sarebbe un lupo, per altri un cane. Qualcuno, per non sbagliare, ha proposto il diplomatico “canelupo”.
Al momento, però, la fotografia non consente un’identificazione sicura e non risultano riscontri ufficiali che confermino la presenza di un lupo in quello specifico episodio. La persona che ha effettuato l’avvistamento sostiene di aver osservato bene l’animale, descrivendolo come molto grande e assicurando che non si trattasse di un cane.
Da lì è partita la consueta assemblea straordinaria dei naturalisti da tastiera. C’è chi ha esaminato il muso, chi il colore del pelo, chi la striscia bianca sul naso e chi, con metodo scientifico parecchio aretino, ha diagnosticato perfino un gatto o una nutria.
Insomma, mancavano soltanto Alberto Angela, il microscopio e una commissione parlamentare.
Nelle stesse ore è comparsa un’altra segnalazione relativa alla zona compresa tra San Leo, Pratantico, l’ex Ciet e Ponte a Chiani. Secondo l’autore del post, un animale identificato come lupo avrebbe attraversato la strada portando qualcosa in bocca, forse un gatto. Anche in questo caso si tratta di una testimonianza social non verificata: non sono state diffuse immagini sufficientemente chiare né comunicazioni ufficiali capaci di confermare specie animale e presunta predazione.
La possibilità che i lupi frequentino le aree periurbane resta comunque concreta. La stessa Regione Toscana riconosce che gli incontri vicino alle zone urbanizzate sono diventati più frequenti e che gli animali d’affezione possono rappresentare potenziali prede. Un avvistamento isolato, tuttavia, può riguardare anche un esemplare di passaggio e non dimostra automaticamente la presenza stabile di un branco. Regione Toscana
Il punto serio, nascosto sotto la grandinata dei commenti, è che una segnalazione dovrebbe essere documentata e trasmessa agli esperti, non trasformata immediatamente in una sentenza. Sparare diagnosi — e purtroppo qualcuno ha evocato anche armi vere — non aiuta né i cittadini né gli animali.
Il Comune di Arezzo invita a non avvicinarsi, non lasciare cibo e non mettersi a inseguire l’animale per fotografarlo. Se questo si accorge della presenza umana, occorre arretrare lentamente senza voltargli le spalle; qualora si avvicini, è consigliato fare rumore per indurlo ad allontanarsi. Fotografie, filmati e posizione GPS possono essere inviati al numero WhatsApp regionale 366 681 7138. Comune di Arezzo
Quindi: lupo, cane o “Birillo” in libera uscita? Dalle immagini disponibili non è possibile stabilirlo seriamente. A stabilirlo non saranno nemmeno quaranta commenti scritti dal divano, anche se ad Arezzo, dopo mezzanotte, ogni profilo Facebook sembra conseguire automaticamente una laurea in zoologia.
Nel dubbio, prudenza sì, allarmismo no. E soprattutto niente carabine: quelle lasciamole fuori dal documentario.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali. Gli avvistamenti descritti provengono da testimonianze pubblicate sui social.
Immagine originale pubblicata sul post.


