Adesso è ufficiale: a Chiusi della Verna c’è un ponte nuovo e, per una volta, il nome non è stato scelto pescando a caso nel cappello delle buone intenzioni. Si chiama Ponte della Pace, attraversa il torrente Corsalone, collega Corsalone e La Lappola ed è stato inaugurato con il contributo della Regione Toscana.
L’opera è lunga 50 metri e larga 1,30 metri e servirà come collegamento ciclopedonale, offrendo un passaggio verso il santuario della Verna a pellegrini, escursionisti e cicloturisti. Insomma, non il solito taglio del nastro buono per la foto e via, ma un’infrastruttura pensata per essere usata davvero.
Il presidente della Regione Eugenio Giani ha sottolineato che il ponte sarà utile a chi vuole raggiungere a piedi il santuario, ma avrà anche un valore simbolico: trasformare la barriera naturale del torrente in un punto di incontro e di scoperta del territorio. Tradotto dal politichese: invece di girarci intorno, ora ci si passa sopra.
Sulla stessa linea anche il sindaco Boni, che ha parlato di un’infrastruttura come simbolo di unione e connessione, aggiungendo un aspetto concreto tutt’altro che secondario: il passaggio sarà più sicuro anche per chi si muove in sedia a rotelle o per le famiglie con passeggini. E già questo, in mezzo a tanti discorsi sulla bellezza dei territori, è una notizia più solida di molte passerelle verbali.
In più, la posizione del ponte offrirà anche un punto di osservazione privilegiato sul paesaggio circostante. Che è un modo elegante per dire che, oltre a essere utile, il Ponte della Pace prova anche a farsi guardare.
Il risultato è un’opera piccola nelle dimensioni ma piuttosto chiara nel messaggio: collegare, facilitare, rendere accessibile. In tempi in cui tutti parlano di territori da valorizzare e poi spesso ci si perde tra slogan, almeno qui un ponte lo hanno fatto davvero.
Il ponte collega le località di Corsalone e La Lappola e apre una nuova possibilità di percorso verso il santuario francescano della Verna per pellegrini, escursionisti e cicloturisti.
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha sottolineato anche il valore simbolico dell’opera: il torrente, da barriera naturale, diventa un punto di incontro inserito nei percorsi che collegano il basso Casentino alla Via di Francesco, al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e al santuario della Verna.
Il nuovo attraversamento è stato inoltre pensato per consentire un passaggio più sicuro anche alle persone che utilizzano sedie a rotelle e alle famiglie con passeggini, oltre a offrire un nuovo punto di osservazione sul paesaggio circostante.
E qui, al netto dei discorsi da inaugurazione con inevitabile dose di pace, unione, connessione e umanità riappacificata, c’è la parte che conta davvero: un percorso in più, accessibile, in un territorio dove turismo lento, cammini e ambiente sono risorse concrete.
Lo hanno chiamato Ponte della Pace. Ambizioso, certo. Per risolvere i conflitti internazionali probabilmente servirà ancora qualcosa, ma per attraversare il Corsalone senza dover diventare anfibi dovrebbe funzionare benissimo.
Foto: Regione Toscana – Toscana Notizie


