HomeArezzo oggiCaso Keu, assolti Chimet e alcuni dirigenti: «Il fatto non sussiste»

Caso Keu, assolti Chimet e alcuni dirigenti: «Il fatto non sussiste»

Depositata la motivazione della sentenza del Tribunale di Firenze: escluse responsabilità per Chimet e per alcuni amministratori e dirigenti coinvolti nel procedimento legato all’impianto Lerose di Bucine

-

Caso Keu, assolti Chimet e alcuni dirigenti: «Il fatto non sussiste»

Depositata la motivazione della sentenza del Tribunale di Firenze: escluse responsabilità per Chimet e per alcuni amministratori e dirigenti coinvolti nel procedimento legato all’impianto Lerose di Bucine

AREZZO – Sono state depositate le motivazioni della sentenza del Tribunale di Firenze che, secondo quanto reso noto da Chimet, ha assolto la società e alcuni suoi amministratori e dirigenti nel procedimento legato al cosiddetto caso Keu e alla gestione dei rifiuti presso l’impianto Lerose di Bucine.

Il giudice dell’udienza preliminare ha escluso la responsabilità degli imputati con le formule «perché il fatto non sussiste» e «per non avere commesso il fatto». La decisione arriva a oltre cinque anni dall’inchiesta esplosa nella primavera del 2021, che aveva coinvolto anche Chimet nell’ambito delle contestazioni ambientali riguardanti il sito.

La società sottolinea come il procedimento abbia avuto per anni conseguenze rilevanti sul piano reputazionale e personale per le aziende e per le persone coinvolte. Gli amministratori e i dirigenti avevano scelto il rito abbreviato, chiedendo quindi di essere giudicati sulla base degli atti già acquisiti nel fascicolo.

Nelle motivazioni, sempre secondo quanto riportato da Chimet, il giudice avrebbe accolto le principali argomentazioni difensive, escludendo che il materiale conferito da Chimet e TCA all’impianto Lerose fosse stato classificato in modo falso o fraudolento allo scopo di consentirne un recupero indebito.

Uno dei punti centrali riguarda la classificazione dei materiali con il codice CER 10.06.01. La società sostiene che tale classificazione fosse stata comunicata agli enti competenti e utilizzata per anni senza contestazioni. La sentenza, nel passaggio richiamato dal comunicato aziendale, osserva che la contestazione sarebbe stata costruita su una «erronea premessa metodologica» e che il cambio di orientamento degli enti amministrativi sarebbe intervenuto soltanto dopo l’avvio delle indagini penali.

Chimet evidenzia inoltre che, secondo le motivazioni, Regione Toscana e Arpat avrebbero contestato l’utilizzo del codice adottato senza riuscire però a indicare in modo univoco quale diversa classificazione dovesse essere applicata alle scorie.

La decisione penale si inserisce dopo i precedenti pronunciamenti del TAR Toscana e del Consiglio di Stato, che avevano annullato i provvedimenti amministrativi con cui era stata attribuita a Chimet la responsabilità dell’inquinamento e l’obbligo di bonifica del sito Lerose.

Nel comunicato diffuso dopo il deposito delle motivazioni, l’azienda esprime amarezza per il comportamento tenuto negli anni dagli enti amministrativi regionali e provinciali, ritenendo che le contestazioni siano state portate avanti nonostante una documentazione che, secondo la società, indicava un quadro differente.

Chimet collega infine la vicenda al tema più generale dell’economia circolare e del recupero dei metalli, settore nel quale opera da decenni. L’azienda sostiene che procedimenti di questo tipo possano avere conseguenze non soltanto sulle imprese direttamente coinvolte, ma anche sugli investimenti, sull’innovazione e sullo sviluppo di attività considerate strategiche per il recupero delle materie prime.

«Chimet ha sempre saputo di aver agito nel rispetto della legge», afferma la società, che dopo la sentenza rivendica la possibilità di tornare a concentrarsi sulle proprie attività e sul rapporto con il territorio.

Fonte: Articolo rielaborato sulla base di una nota diffusa da Chimet e delle motivazioni della sentenza richiamate nel comunicato.

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here

Redazione
Redazionehttps://www.lortica.it/
L'Ortica: Notizie pungenti, d'intrattenimento e cronache locali. Le ultimissime notizie, ma anche critiche e punture, senza peli sulla lingua.

Punture scelte

Giostra, i cani possono agitare i cavalli: sugli aretini si sta ancora valutando

Il cane piccolo, tranquillo e tenuto in braccio sulle gradinate di Piazza Grande non può entrare. Può abbaiare, agitarsi, mordere, disturbare qualcuno o innervosire i...
clickandfly dervizi foto video con drone o senza per agriturismi cantine

I più letti della settimana

Dello stesso autore

L’Ortica punge gratis, ma mantenerla costa

Se questo articolo ti è piaciuto, irritato o almeno evitato cinque minuti di Facebook, puoi offrirci un caffè. Anche 3 euro aiutano L’Ortica a restare libera, indipendente e fastidiosa.

Offri un caffè all’Ortica ☕