Il successo del primo Renzi di rilevanza nazionale fu indubbiamente frutto delle sue posizioni in merito alla rottamazione della vecchia guardia del PD, quella proveniente dal fu PCI e dalla DC. L’esplosione del fenomeno Renzi, che oggi possiamo ben leggere nel contesto del successo dei populismi anticasta (Grillo, Le Pen, Farage e ora Trump), insieme alla sua giovane sfrontatezza e freschezza, lo ha condotto fino al governo del paese, ma oggi, alla vigilia del voto sul referendum costituzionale, ci si chiede se Renzi sia ancora da considerare contro il potere costituito oppure se sia diventato lui stesso parte dell’establishment, quello da abbattere a qualsiasi costo, come ci racconta il risultato delle elezioni americane.
Lui e i suoi non fanno altro che sottolineare di essere i rivoluzionari per il cambiamento (che di per sé non è garanzia di qualità ), ma l’impressione è che il popolo italiano ci creda sempre di meno, sopratutto mentre sperimenta i morsi della fame e sente parlare (nei TG) di una ripresa che è ben lungi dal vedere nella realtà .
Le urne ci diranno se la carica di Renzi è ancora così forte da far vincere il SI oppure NO.



Pietro Aretino ha ragione, dessimo tutti noi retta a certi punti di vista come il suo andremmo a consultarci il prossimo 4 di dicembre con il cervello di sapere che il Sì non rappresenta alcuna rottamazione ma il mantenimento di ciò che c’è, sottoforma ad esempio di cambiamento della mera composizione del Senato nella continuità del bicameralismo, mentre il No è un tale coacervo di ragionamenti opposti al Sì in cui mi sembra che valga un unico principio stante il quale il nemico del mio nemico è temporaneamente amico mio. La qual cosa però non basta per darci un governo il giorno dopo del referendum. Se nelle tribune ospitassero anche qualche Pietro Aretino, sarebbe meglio, ci consentirebbe di capire che stiamo andando a consultarci sulla Costituzione stando nel bel mezzo di due establishment…E quando andranno a tirare le somme, finirà che metteranno da parte, isolandoli, quelli che vogliono davvero cambiare le cose. Chiunque vinca.