Sono passati appena due mesi, ma pare che i vandali abbiano ormai accumulato un vantaggio incolmabile su tutti nella classifica dell’aretino dell’anno che per i giornali di Arezzo non è mai lo stesso. Ognuno ha il suo aretino dell’anno.
Ma per il 2017 non c’è aretino dell’anno che possa battere il vandalo.
Neanche se da qui a gennaio un aretino riuscisse a far partire dall’aeroporto di Pescaiola una astronave per i sette gemelli della Terra, neanche se l’Arezzo da qui a fine campionato vincesse tutte le partite e le prime tre della Lega pro le perdessero tutte, l’astronauta e l’Arezzo riuscirebbero ad insidiare la scalata dei vandali alle pagine dei giornali.
Ormai sono loro i protagonisti delle prime pagine e i giornali se li contendono in una gara che nessuno vuol perdere.
I gol fioccano come quando le squadre si allungano nel finale di una partita di calcio.
E neanche quando uno crede di avere la partita in pugno, perché crede di aver scoperto tutte le buche di tutte le strade in città , tutte le discariche sui marciapiedi, tutti gli allagamenti su vie, viuzze, sottopassi, tutti i nascondigli dove vanno a dormire di notte i senzatetto, tutti i muri dove si esercitano gli scrittori della notte, tutti i cassonetti della spazzatura rovesciati, neanche allora può sentirsi al sicuro di una rimonta e di essere scavalcato nella caccia al vandalo e al degrado.
Se almeno le buche, le discariche, i muri sporchi, gli allagamenti, i cassonetti rovesciati, i senzatetto che dormono nei palazzi abbandonati, decidessero quanto dura la partita, si potrebbe capire che l’ha vinta.
E invece no, non fischiano mai la fine: ci hanno preso troppo gusto a farsi vedere ogni giorno sulle pagine dei giornali.
In fondo anche i vandali sono comunicatori: che senso avrebbe scrivere sui muri se nessuno li leggesse


