Coronavirus, continua la diminuzione dei contagiati, un solo caso è quanto emerge dal bollettino delle ultome 24 ore. Ancora in Valdarno, a Bucine, il comune con una delle Rsa più colpite.
Il contagiato è un 78enne. Il report riporta anche il decesso questa mattina, di una signora di Castiglion Fiorentino, di 87 anni già con un quadro clinico estremamente complesso presso l’Ospedale San Donato di Arezzo. I guariti: 1 Arezzo 1 Castiglion Fiorentino 1 Cavriglia 4 Cortona 1 Loro Ciuffenna 3 Montevarchi 1 Poppi 1 Subbiano 1 Terranuova Bracciolini
Finanzieri del Comando Provinciale di Arezzo hanno sequestrato oltre 72.000 mascherine
Le Fiamme Gialle della Compagnia di Arezzo, a seguito di approfondimenti investigativi, hanno individuato e sequestrato presso una farmacia aretina oltre 800 mascherine, poste alla vendita come dispositivi medici (mascherine chirurgiche) e dispositivi di protezione individuale, con la dicitura “FFP2” e marcate CE, in assenza delle previste certificazioni.
In particolare, tali beni risultavano messi in commercio con una marcatura impropria “CE”, priva di documentazione idonea a certificare correttamente il prodotto come dispositivo medico (DM) o dispositivo di protezione individuale (DPI)
e, comunque, senza che fossero stati formalmente autorizzati dall’Istituto Superiore di Sanità ovvero l’INAIL, per avvalersi delle deroghe previste dall’art. 15 del D.L. 18/2020, per ovviare alle necessità dell’emergenza sanitaria.
A seguito del primo sequestro, i Finanzieri, attraverso l’analisi della documentazione amministrativo-contabile, sono risaliti alla filiera di distribuzione delle mascherine, individuando il primo “anello” della catena, in una società romagnola, all’interno della quale sono state rinvenute e sequestrate ulteriori 56.240 mascherine (D.P.I. “FFP2” e D.M.). I riscontri hanno portato ad individuare ulteriori 4 fornitori, che avevano importato e commercializzato le citate mascherine, ubicati in Lombardia ed Emilia-Romagna.
In una di queste aziende, avente sede nel bolognese, sono state rinvenute e sottoposte a sequestro altre 14.900 mascherine, prive dei requisiti di legge. Sono in corso ulteriori approfondimenti, tesi a individuare altri soggetti coinvolti nell’illecita commercializzazione.
Sei i soggetti denunciati alla Procura della Repubblica di Arezzo e di Forlì, per i reati di frode nell’esercizio del commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci. L’operazione, che rientra nel più ampio piano di controlli predisposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo, per contrastare i comportamenti illegali e fraudolenti in danno degli operatori economici legali, ha impedito che ignari cittadini, convinti di acquistare dispositivi di protezione individuale e dispositivi medici, mettessero a rischio la propria salute.
Con l’avvio della Fase 2 tutti i servizi della ASL stanno tornando alla normalità
La centrale del 118 di Arezzo, che in questi mesi è stata il cuore dell’emergenza, senza mai smettere di operare a tutti i livelli, si è strutturata, già da tempo, per rispondere appieno non solo alle esigenze della popolazione ma anche migliorando la propria funzionalità e sicurezza interna per gli operatori. Ad oggi appare come un modello di riferimento, quanto a sicurezza sul lavoro e sostenibilità.
Sono stati installati, infatti, appositi divisori in plexiglass, facilmente sanificabili, tra gli operatori. Inoltre il personale effettua una sanificazione costante degli spazi di lavoro, oltre agli interventi di pulizia giornalieri fatti dalla ditta. Infine ognuno utilizza le protezioni personali, in particolare la mascherina durante il turno.
Anche in questa fase di ritorno alla normalità le modalità di intervento rimangono inalterate con particolare attenzione alla presa in carico dei pazienti ma cercando di trasmettere messaggi chiari di tranquillità e protezione.
“E’ importante continuare nella strada virtuosa tracciata negli ultimi due mesi continuando a fare di tutto per limitare al minimo i contagi, dichiaraGiovanni Sbrana, vice Direttore della UOC CO 118 Arezzo.
Questa esperienza ha messo ancor più in evidenza la capacità degli operatori a lavorare uniti e al meglio per un unico obiettivo, la salute della popolazione e la sicurezza della comunità. Ricominciare a lavorare è possibile in sicurezza e con sostenibilità: al 118 non hanno abbiamo mai smesso di farlo, sia quando a contatto con i pazienti, nelle attività più cliniche, ma anche nella Centrale Operativa.
L’organizzazione che si sono dati i Medici e gli Infermieri che rispondono alle chiamate di soccorso qui, alla Centrale del 118 presso l’Ospedale San Donato di Arezzo, prosegue il dott. Sbrana, è riportabile anche in molte attività lavorative ordinarie e nella vita quotidiana dei cittadini.”
All’atto pratico: uscire solo per motivi lavorativi o se realmente indispensabili e rispettare in modo scrupoloso, il protocollo MDM: Mascherina, Distanziamento sociale e Mani pulite.
Se volete, conclude il dott. Giovanni Sbrana, chiamatelo, protocollo “Molto Di Meglio”.
Gli effetti del coronavirus sulla Rc auto: ad Arezzo tariffe in calo del 15,57 per cento
Premi assicurativi crollati del 21 per cento secondo Facile.it per il minor numero di incidenti stradali. In prospettiva, con il graduale ritorno alla normalità nella Fase 2 dell’emergenza Covid, è probabile che i prezzi tornino a salire per il numero crescente delle auto in circolazione con una maggiore probabilità di incidenti sulle strade. La provincia toscana meno cara è, ad oggi, Grosseto con un costo medio di circa 366 euro, seguita da Siena (380) e Arezzo (410).
Nota del capogruppo Arezzo in Comune/Arezzo 2020 Francesco Romizi
“Babysitting di vicinato: dalla giunta degli esternatori elettorali, anche sul terreno dei bambini otteniamo l’ordinaria amministrazione Con il 4 maggio e la parziale ripartenza per manifattura e altre attività economiche, le famiglie ritrovano fiducia e dignità nel lavoro ma con le scuole chiuse anche nuove difficoltà: i genitori, a chi lasceranno i figli? Non tutti, immagino, possono contare sui “nonni-sitter” che restano peraltro i soggetti da tutelare in virtù della loro fragilità.
La mia proposta è quella, laddove possibile, di istituire, ospitandolo in immobili comunali, un servizio di babysitting di vicinato, affidato a cooperative o associazioni che lavorano in questo settore.
Piccoli gruppi di 3 o 4 bambini, nei confronti dei quali promuovere un primo insegnamento delle regole di igiene e distanziamento sociale, propedeutico proprio alla riapertura autunnale delle scuole. Anche i circoli di aggregazione sociale potrebbero entrare in gioco, se si consentisse loro d’individuare spazi adatti al chiuso e all’aperto, sorvegliati, ove far svolgere ai bambini attività di tipo ricreativo.
La palla passa all’amministrazione comunale e soprattutto a Lucia Tanti, l’assessore delle poche soluzioni, ottenute ovviamente solo grazie a soldi altrui, molta enfasi e “competenza” ospedaliera, argomento nel quale si distingue insieme a un sindaco ridotto oramai al ruolo di esternatore “elettorale”. Soluzioni peraltro scontate come generici servizi per i mesi estivi quando le scuole sarebbero comunque chiuse. Quindi: l’ordinario. Ma non era questa una giunta geniale che dava risposte “oggi per domani”?
Un gesto per coltivare l'informazione libera. Sostenere l'Ortica significa dare valore al giornalismo indipendente. Con una donazione puoi contribuire concretamente al nostro impegno nel fornire notizie senza condizionamenti. Ogni piccolo sostegno conta: unisciti a noi nella nostra missione per un'informazione libera e imparziale. Grazie per il tuo sostegno prezioso. Dona con Paypal