I dolori al torace, che ogni tanto affioravano, erano derubricati a “stress” causa vecchi riscontri che nulla avevano evidenziato.
Poi, improvvisamente, si sono intensificati.
La decisione di un ulteriore controllo ed il concatenarsi di tutta una serie di circostanze favorevoli mi ha, letteralmente, salvato la vita.
Tra le circostanze fortunate anche quella di vivere ad Arezzo dove abbiamo delle eccellenze sanitarie.
Una di queste è il Dipartimento Cardiovascolare dell’Ospedale San Donato.
Sapevo della fama di questo reparto ma non era nelle mie intenzioni provarne in prima persona l’efficienza.
E’ accaduto e devo dire che ho riscontrato professionalità, umanità, cordialità, preparazione che mai avrei immaginato.
Il mio quadro clinico non rientrava in quelli così detti “di routine” ma, anzi, si presentava come estremamente grave e critico.
La mia vita era appesa ad un labile filo.
Grazie a loro oggi posso raccontare questa esperienza e ringraziare tutti, senza fare nomi per non dimenticare nemmeno l’ultimo degli inservienti.
Medici ed infermieri del reparto, come quelli dell’UTIC o la squadra di chirurghi hanno dimostrato, nei pochi giorni di degenza, non solo di meritare l’appellativo di “eccellenza sanitaria” ma una cordialità ed umanità che mi hanno sorpreso.
Ogni passaggio, dal semplice prelievo all’intervento, fatti con il sorriso e con un’attenzione particolare al paziente.
L’equipe che ha eseguito coronarografia ed angioplastica ha fatto di tutto perché non mi preoccupassi più di tanto benché fossi sveglio e consapevole delle criticità presenti.
In tutto questo un ruolo non secondario lo avrà avuto anche il mio carattere gioviale e pronto alla battuta (che non mi sono risparmiato neppure “sotto i ferri”) ma di certo la complicità e la preparazione della squadra di chirurghi è stata fondamentale.
Un grazie al cardiologo che mi ha visitato e rilevato, con estrema professionalità, il problema.
Ognuno di noi è chiamato a dare il suo contributo perché questi professionisti possano lavorare al meglio con il pagamento delle tasse.
Non scordiamocelo mai perché è solo con i nostri soldi (spesi al meglio) che si possono raggiungere questi livelli.
Quando siamo in ospedale nessuno ci chiede la dichiarazione dei redditi o i versamenti o, addirittura, l’assicurazione.
Si prendono cura di noi senza se e senza ma; solo perché ne abbiamo necessità.


