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Arezzo, finisce senza rimpianti l’era Lega Pro: a Benevento decide un rigore, ora si guarda alla Serie B

La stagione amaranto si chiude con una sconfitta ininfluente a Benevento: ora testa alla prossima avventura tra piazze storiche e nuove ambizioni

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Arezzo, finisce senza rimpianti l’era Lega Pro: a Benevento decide un rigore, ora si guarda alla Serie B

La stagione amaranto si chiude con una sconfitta ininfluente a Benevento: ora testa alla prossima avventura tra piazze storiche e nuove ambizioni

L’Arezzo ha dato l’addio ufficiale alla Lega Pro, disputando a Benevento la seconda e ultima gara della Poule Scudetto.

Ancora una sconfitta per gli uomini guidati da Bucchi, maturata a causa di un calcio di rigore assegnato per un fallo in area di Iaccarino su Maita. Dal dischetto ha trasformato Salvemini al 32’ del primo tempo.

La cronaca della partita la lascio volentieri a chi ama soffermarsi su una gara che interessava a pochi, non solo ad Arezzo ma anche in Campania. Erano infatti presenti appena 2.446 spettatori, di cui 116 aretini. E, per una città che durante la stagione ha vantato una media di oltre 6.000 presenze a partita, il dato dice tutto sull’attesa tutt’altro che spasmodica per questa Poule Scudetto.

Né si può fare un paragone con i 5.500 presenti sabato scorso ad Arezzo, quando ancora si respirava l’entusiasmo e la sbornia della festa per la vittoria del campionato.
Salutiamo quindi, senza rimpianti, la Lega Pro. Il prossimo anno l’Arezzo andrà a confrontarsi con piazze importanti come Verona, Pisa, Padova, Mantova, Cesena ed Empoli, mentre altre squadre sono ancora impegnate tra playoff e playout. Ci sarà sicuramente da divertirsi.

La società, insieme al direttore Cutolo, sarà già al lavoro per costruire una squadra competitiva, capace di conquistare una salvezza tranquilla e magari togliersi anche qualche soddisfazione in più.
Noi, intanto, aspettiamo la fine di agosto per goderci questo ritorno.

In chiusura, una personale annotazione. Non ho potuto seguire la gara playout tra Bra e Torres, ma appena possibile sono andato a controllarne il risultato. Premetto che non ho nulla contro il Bra, ma la vittoria dei sardi mi ha fatto piacere soprattutto per loro.
All’ultima giornata di campionato, dietro la mia postazione in tribuna stampa, erano seduti i giornalisti e i giocatori della Torres rimasti fuori dalla gara. La nostra gioia era stata anche la loro, almeno fino a pochi secondi dalla fine.

Non dimenticherò mai quel momento: mentre noi festeggiavamo il terzo gol, loro passarono in un attimo dall’esultanza per una salvezza conquistata alla disperazione per la disputa dei playout. Tutto a causa delle due reti subite dalla Vis Pesaro nei minuti di recupero contro la Sambenedettese, che così riuscì a salvarsi direttamente.

Il calcio è crudele: in un istante sa trasformare il sapore delle lacrime. Dolce per la gioia, amarissimo per la sconfitta.

Foto: S.S. Arrezzo

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Marco Rosati
Marco Rosati
Prediligo chi pone e si fa domande ed ho terrore di chi ha solo certezze. Non riesco a saziare la mia curiosità. Mi ritengo un “giovane con esperienza” ma, quando ero adolescente, consideravo coloro che oggi sarebbero miei coetanei “vecchi matusalemme”. Ho fatto studi tecnici ma sono appassionato di storia e delle materie umanistiche in genere. Insomma sono un po’ (eufemismo?) complesso.
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