Era il 1955, ero un giovane scolaro, ancora non alla media Cesalpino che era all’ ultimo piano del Convitto Nazionale, sopra il Liceo Scientifico, con una stufa Necchi di coccio a tre piani, che in inverno dovevamo ricaricare a legna, ricaricare, in quanto la trovavamo la mattina accesa per mano dei custodi.
Le vacanze duravano fino al 4 Ottobre e nei giorni precedenti del mercato del mestolo in Sant’Agostino vi erano quasi in concomitanza le “Fiere Aretine” duravano quasi due settimane si svolgevano nei locali dell’elementari e Magistrali a Porta Buia e nei cortili a lato, dove poi fu costruita la nuova Scuola Media Andrea Cesalpino.
Vi era proprio un ingresso con tettoia e regolare biglietto per l’ ingresso.
Nei locali delle Magistrali vi erano le prime macchine della Gori e Zucchi e alcuni tipi di produzione di catename “in rame”, poi alcuni modelli stampati, le varie industrie e artigiani di confezioni.
La cosa più bella era la gabbia del “Grilli”, una soecie di gigantesco gazebo, poi iniziavano gli stand dei macchinari edili, ruspe, gru, e nel secondo cortile, dove, come ho detto, fu poi fu costruita la Cesalpino, i trattori e le cose relative all’agricoltura e alle officine meccaniche.
Noi avevamo un maiale di gomma gonfiato, a reclame dei mangimi Raggio di Sole della Gaslini di Genova, i vari tipi di mangiatoie per i lattoni, polli e conigli con inrelativi abbeveratoi, anche per i vitelli a pressione di muso, e i vari torchi per uva, e vendevamo, al magazzino di via Garibaldi, i pulcini colorati, che venivano dall’Olanda.
Quei giorni che passavo nello stand e al magazzino, mi sentivo importante, e talvota non tornavo neanche a casa per il pranzo, c’era il “Giommoni bar stand”.


