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Il Calice Amaranto: a Napoli i sorci verdi, a Bucchi un bel sette

L’Arezzo vince ancora a Dimaro, batte il Napoli 3-1 e lascia buone indicazioni tra organizzazione, personalità e qualche piacevole sorpresa. Per essere calcio di luglio, c’è già parecchio da versare nel bicchiere

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Il Calice Amaranto: a Napoli i sorci verdi, a Bucchi un bel sette

L’Arezzo vince ancora a Dimaro, batte il Napoli 3-1 e lascia buone indicazioni tra organizzazione, personalità e qualche piacevole sorpresa. Per essere calcio di luglio, c’è già parecchio da versare nel bicchiere

🍷 Il Calice Amaranto

L’Arezzo batte ancora il Napoli a Dimaro. Cesare Fracassi analizza la vittoria per 3-1, il “culaccio di bicchiere” di Bucchi e le prime indicazioni offerte dalla squadra amaranto.

Come lo scorso anno, a Dimaro l’Arezzo fa vedere i sorci verdi al Napoli. Finisce 3-1 per gli amaranto, contro una squadra priva di alcuni elementi reduci dal Mondiale, ma anche Bucchi doveva fare i conti con qualche assenza importante. Per essere calcio di luglio, quando le gambe sono pesanti e i giudizi spesso valgono quanto le promesse fatte durante il calciomercato, è già qualcosa.

L’Arezzo parte raccolto, con le linee molto basse e una disposizione che potremmo definire a “culaccio di bicchiere”: definizione poco accademica, ma parecchio efficace.

Cortesi agisce sulla destra, Tavernelli sulla sinistra, entrambi pronti a ripiegare e a dare manforte a Sala e Ionita nei rispettivi corridoi. Al centro c’è Cerri, chiamato a fare l’ariete. E l’ariete, quando gli arriva il pallone giusto, fa esattamente il proprio mestiere.

Sala si sovrappone, dialoga con Cortesi e mette in mezzo un cross preciso. Cerri svetta di testa e piega le mani al portiere del Napoli, firmando il vantaggio amaranto.

Dopo il gol, l’Arezzo contiene con ordine la pressione napoletana. Seculin si fa trovare pronto con un’ottima respinta, mentre Nunziante, come previsto, non viene impiegato.

Manes mostra discreta personalità e corsa. Coccia, schierato terzino, offre una prova positiva, mentre Martinez sulla sinistra parte con qualche comprensibile emozione, senza però perdere equilibrio.

Al centro della difesa, Gilli e Illanes trasmettono una sicurezza quasi disarmante, mantenendo compatta la squadra anche nei momenti di maggiore pressione del Napoli.

I giudizi del primo tempo

Tra i migliori ci sono Cortesi, Sala e Tavernelli. Buona anche la mobilità di Cerri, riferimento centrale capace non soltanto di segnare, ma anche di lavorare per la squadra.

Nel secondo tempo cambia quasi tutto 

Tra i pali entra il giovane e lunghissimo Serban. Renzi e Righetti si sistemano sulle corsie difensive, con Gilli e Casarsa al centro. A centrocampo trovano spazio Chierico, Mawuli e Viviani, mentre davanti agiscono Succi, Cianci e Varela.

Passano circa dieci minuti e l’Arezzo raddoppia 

Varela batte il calcio d’angolo, Cianci colpisce verso la porta, il portiere respinge e Gilli è il più rapido di tutti sulla ribattuta, mettendo dentro lo 0-2. Difensore sulla distinta, centravanti nell’anima quando il pallone resta vagante in area.

Poco dopo arriva il rigore per il Napoli. L’arbitro giudica falloso l’intervento di Casarsa, al termine di un contrasto piuttosto confuso. Politano calcia, Serban respinge, ma lo stesso attaccante napoletano raccoglie la ribattuta e accorcia le distanze.

L’Arezzo, però, non si scompone 

Il Napoli crea poco di veramente pericoloso, a parte un palo colpito da Lucca e un’ottima conclusione deviata in angolo da Trombini, entrato successivamente al posto di Serban.

A due minuti dalla fine arriva il colpo definitivo

Varela parte con una delle sue solite sgroppate, mette in difficoltà la difesa avversaria e serve l’occasione buona a Mawuli, che trova il tocco vincente per il definitivo 1-3.

Partita chiusa, altra vittoria sul Napoli e altra estate cominciata con gli amaranto capaci di rovinare il pomeriggio ai padroni di casa.

I giudizi del secondo tempo

La squadra si dispone con maggiore ampiezza difensiva. Viviani, dopo aver iniziato a centrocampo, prende anche il posto di Gilli al centro della retroguardia e mostra duttilità.

Casarsa conferma prospettive interessanti ed è stato forse punito con eccessiva severità nell’episodio del rigore. Renzi e Righetti sembrano già pronti, mentre Chierico svolge un lavoro sporco ma utile.

Cianci porta esperienza, volontà e presenza. Succi resta poco incisivo, mentre Cipriani ha a disposizione soltanto una decina di minuti per mettersi in mostra.

Varela, invece, quando accelera cambia il ritmo della partita e costruisce l’azione che porta al terzo gol. Mawuli la chiude con freddezza.

Nel complesso, l’Arezzo ha mostrato ordine, spirito di sacrificio e una buona capacità di adattarsi ai diversi momenti della gara. Nessuno si illuda: il campionato sarà un’altra storia, molto meno estiva e parecchio più cattiva.

Ma intanto Bucchi può sorridere 

La squadra segue le indicazioni, difende con compattezza, riparte con efficacia e dimostra di avere già una propria identità. Non sarà ancora il momento delle sentenze, per fortuna, ma qualche indicazione comincia ad arrivare.

Bene Bucchi: voto 7.

Il calcio di luglio conta poco, dicono.

Vero.

Ma vincere 3-1 contro il Napoli conta sempre un pochino di più.

Immagine suggerita: la foto orizzontale dell’azione di Cerri contro la difesa del Napoli, già preparata. Per Instagram, versione verticale senza scritte con il contrasto tra il giocatore amaranto e gli avversari azzurri.

Foto: S.S. Arezzo

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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