Il fratello, Lazzero, era quello, che pensava alla stalla delle bestie bianche, silenzioso e l’ unico fervente cristiano, pregava sempre, al lavoro, e anche quando dormiva.
Ognuno aveva la sua camera, e una volta il suo nipote, pensando di trovarlo con qualcuno, in quanto sentiva parlare dalla camera accanto, entrando lo vide pregare, disteso nel letto, sognava e pregava, di carnagione cinerea, non dava confidenze lui viveva solo con la sua fede.
Il terzo, il Bidio, così l’ho sempre chiamato era il cantiniere insieme al mio nonno Pietro, quest’ultimo uno dei primi periti agrari delle Cascine di Firenze, specializzato in enologia. Facevano un vino ottimo, avevano a disposizione una cantina da più di 200 q.li, la mattina facevano entrambi colazione con fette di pane bagnato e olio aceto e sale e pure parmigiano, il pane bagnato per i denti a dentiera e il parmigiano per stimolare la sete di vino, che non ce n’era bIsogno, stavano tutto il santo giorno nella loro fresca cantina fin tanto che la mia nonna non ricordava l’ora dei pasti.
Il Bidio, sempre con il gilet grigio, pantaloni grigi, coppola grigia e camicia bianca, ma per il tempo grigia anch’essa, aveva in camera sua, un fucile a trombone, le punte dei fulmini, che erano punte di frecce paleolitiche trovate nelle colline circostanti, e fu lui che mi indicò le fungaie della zona.
Non si era sposato, ma certamente etero; infatti venne ad aiutare mia madre una ex novizia, una donna alta, bionda, con un seno prosperoso e un giorno essendo andata a cogliere i fichi con la scala nell’orto attiguo quasi alla cantina, infattili li divideva un muretto e un cancello ormai chiuso da anni, murato dai detriti di terra, e il Bidio vedendo traballare la scala e le gonne tirate a mo’ di mutandoni, e quelle colonne di pelle bianca, si superò in agilità, scavalco’ in un attimo il cancello e si pose a sostenere la puledra smonnacata.
Dopo qualche giorno, la donna se ne andò di propria volontà, era incinta……, ma non del Bidio.