Il povero Francesco Petrarca che al seguito di Clemente V, con la famiglia, si erano spostati ad Avignone, dove sto’Papa successore di Bonifacio VIII, aveva sopostato la sede del Papato.
Tornando in primis a Francesco, questi era nato ad Arezzo il quel terzo anno dopo il 1300, cioè nel 1303, o 4, come alcuni dicono, in quanto suo padre notaio, guelfo bianco, era dovuto uscire esule da Firenze e che poi segui’ con tutta la famiglia il trasferimento del Papa ad Avignone,
Quindi casualmente Petrarca é nato ad Arezzo come Michelangelo a Caprese e lo stesso Vasari, non sono di stirpe aretina.
‘Sto Clemente V dette la caccia ai cavalieri templari che erano in Francia, per motivi finanziari (tesoro dei templari) in quanto decenni prima lo Sciarra, Giacomo Colonna, aveva derubato il banco del Vaticano con una rapina (le casse del Vaticano sono sempre state il via vai della malavita da allora ai Sindona, Calvi e pure dopo).
Non era un deliquente questo Colonna ma vi erano contrasti tra la famiglia Caetani, guelfa come gli Orsini, e quella dei colonna Ghibellini, e questo Papa distrusse tutta la rocca di Palestrina di proprieta dei Colonna..( Schiaffo di Anagni)
Ritornando a Petrarca, era divenuto in “cuccolo” del successore di Clemente V, Giovanni XXII, che lo voleva prete, ma sta’ infatuazione sessuale verso la fanciulla, che figlio’ diverse volte e che poi si ammalo’, morendo a soli trentotto anni, lo distolse dalla carriera ecclesiatica.
Che ci siano stati dei rapporti carnali, tra i due, non si sa’, ma vertamente aveva visto la sua bellezza sfiorire per i parti e le malattie, certo gli piaceva il corpo, il suo viso le sue zizze a coppa di champagne, ma era un amore, una passione carnale insita nella natura del maschio, forse questo aveva solo preso dai natali in Arezzo.
Alcuni dicono che Madame De Sade sia stata integerrima, ma lui qualche volta si arrabbiava della sua abilità di farsi filare, talvolta lo guardava con sorrisi di sotterfugio e altre volte non lo considerava affatto, ah!, le donne!
Mentre quell’altra de’ Firenze era una santificazione ideale di quel mezzo prete di Dante, manco l’aveva toccata, come se io considerassi Belen la mia dea ispiratrice, il mio fine ultimo; eppu’ al dunque ‘un compiccerei niente,…… è proprio vero le donne ne sanno una più del diavvelo te fanno sperar e se la tirano per la lunga o manco te considerano…. ” Alo’, Alighieri, meglio fare un girone a carte, trovati un compagno, che vado a prendere il mazzo, dopo anche Francesco e te, bussete al tavolo!!?