Il gruppo familiare entra nella prima stanza o galleria, dedicata alla “7 SINISTRA OTTUSA”. Il piccolo Cerase chiede al freddoloso ma acculturato zio Pino: “Che c’è dentro qui?”.
Pino risponde: “Era una preistorica tele-immagine schermata con molti talk show.
Guarda, c’è proprio la ‘rossa’, tutta tirata… sembra una candela da quanta cera ha. Sentiamo che dice e vediamo che fa!”
Nella schermata, la “rossa” dice: “Andrea, diciamo qualcosa di brutto sulla Cocomeri, poi toccherà a quel segaligno di Corrado a spingere ancora di più… diamogli sotto, tanto si può dire tutto!
E poi tu parli così veloce e tutto attaccato che non dai tempo a quel bischero di destra, invitato, di interromperti.
Dai, dai, pensiamo… diciamo che al cesso poggia più a destra che a sinistra, leggendo Nembo Dux!?”.
Ugo chiede: “Pino, chi sono questi due invitati? Uno lo chiamano Gomez, sarà mica quello che giocava una volta nel Crotone? E l’altro?”.
Pino risponde: “No, no, è un giornalista del Fatto. Suo padre scriveva nel Borghese. L’altro è un rettore di una Università; pensavano di averlo cacciato all’estero, ma invece era a quella degli Stranieri di Siena, gli avranno trovato un posto lì, altrimenti con le sue cazzate rompeva i coglioni a destra e a manca!”.
Cerase, spazientito, dice: “Voglio il gelato, usciamo! Qui è una scuola di ottusi di sinistra!”.
Pino ribatte: “Oh, nipote, mica sarai diventato fascista!?”.
Ugo risponde: “Pino, non fare il coglione, sono passati più di 1600 anni!”.
Pino insiste: “Ma loro lo ricordano ogni giorno, paventando il pericolo di un ritorno!”.
Ugo conclude: “Ma è un museo! Loro sono indietro di sedici secoli!”.
La famiglia ascolta la richiesta di Cerase, preferendo un gelato piuttosto che restare in quelle gallerie “fasciosinistroide” che censurano i cantanti non allineati al loro pensiero, secondo una loro preminenza di critica politica, artistica e di ideali che sembrano appartenere a un’era quasi paleolitica. Si godono quindi un cono alla nocciola e cocco alla gelateria sospesa dell’ex Vaticano.
Ora, il lavoro viene svolto automaticamente sotto il controllo di tecnici e scienziati che del sesso se ne fregano, grazie a intelligenze artificiali, mentre il resto del lavoro casalingo — stirare, lavare, cucinare, e soddisfare altri bisogni — è affidato a bricieautonome più o meno colorate.
Ai poveri uomini non resta altro che stare in terrazza, guardare le stelle, parlare di bricie, e sognare. Purtroppo, per molti è necessario lo psicanalista, poiché manca loro il vero senso della vita terrena.
L’ozio porta all’annullamento mentale della propria persona, se non si ha la fantasia di navigare dove porta il proprio pensiero e la propria immaginazione.