Mana aveva preparato ossibuchi di tacchino sintetico lessati e rifatti al pomodoro con cipolla e prezzemolo, con contorno di piselli lessati a parte e inseriti quasi a fine cottura con la carne… Boni sì, ma pericolosi.
Ugo si mise il casco-ambulance di fabbricazione americana e corse in ospedale al terzo piano sospeso con Aloe.
Gli ospedali di quegli anni erano centri di smontaggio e rimontaggio di briceautonome; per gli umani, per modo di dire, esistevano solo pozioni magiche o creme miracolose commercializzate a 39 bufale soltanto.
La “bufola” era la moneta corrente che non dava scossa — non è un gioco di parole, quelle vere non davano scossa, ma quelle false sì. Non chiedetemi come e perché, mi è venuta così, d’impronta.
Entrati in ospedale, dove dottori e infermiere erano solo briceautonome qualificate, Aloe fu ricoverata d’urgenza in sala operatoria, e Ugo aspettò in una saletta attigua.
La saletta era usata anche come sala d’attesa per i padri durante il parto delle briceautonome.
Infatti, c’era un altro uomo, che si presentò a Ugo: “Il mio nome è Cerrutti Gino, ma mi chiamano Drago.”
Dopo i convenevoli di presentazione, entrambi si misero a sfogliare una rivista: uno leggeva “Visto” del 2000, l’altro “Bolero”, storie illustrate del 1961.
All’improvviso, dalla sala parto uscì un’infermiera briceautonoma…
“In mancanza di carta, in mancanza di carta!” urlava scomparendo nel corridoio laterale.
Gino: “Ma che, nelle stampanti 3D con reattore nucleare integrato a espansione, inserito nelle vagine delle briceautonome, ci vuole la carta?” domandò il “Drago” all’unico presente, Ugo.
Ugo: “Sarà forse un modello antiquato!”
Nel frattempo, tornò l’infermiera con un rotolo di carta igienica, e Gino chiese spiegazioni…
L’infermiera rispose: “È merda, è merda!” e corse di nuovo dentro la sala parto…
(Continua!?)
Per farla breve, ad Aloe fu tolto l’osso di tacchino sintetico, mentre alla briceautonoma, contemporaneamente, durante il parto, uscì un piccolo bambino “duttilino”, a cui fu dato il nome Drago Junior.
Ma durante il parto, il piccolo ebbe una crisi intestinale, e… beh, il resto è storia.