IL DOTTOR PURGONE E LYN CHE GLI GIRA IL CAPO
Cerase: “Che hai Lyn? Ti vedo stanca e pallida!”
Lyn: “Mi vergogno… devo perdere l’olio dei freni!”
Cerase: “L’olio dei freni!? Ma tu non sei una briciautonoma… Ora, alla prima fermata, si cerca un dottore! Meno male… fermi! Ma siamo in anticipo! Toh, siamo ancora a Firenze!”
Lyn: “Qui c’è un cartello: Dottore Osvaldo Purgone. Suoniamo la campanella!”
Purgone: “Chi è?”
Cerase: “Siamo due citti, e la mi’ sorella gli duole la testa, gli gira, e perde olio… La può visitare?”
Purgone: “Entrate!”
LA PULEGGIA E LA MANOVELLA
Ugo: “Mi è venuta un’idea per girare la manovella e far tornare i ragazzi al tempo nostro!”
Ruth: “Sì, ora inventane un’altra delle tue! Su, come faresti?”
Ugo: “Saldo una puleggia al mozzo della manovella e ci metto un nastro, tipo la messa in moto di quelle motoseghe che hanno al museo sospeso al terzo piano!”
Ruth: “Potrebbe andare!”
Ugo: “Aloe, metti una zeppa che la tieni ferma!”
Aloe: “Sii!”
Suonano al campanello: è Mana che torna dal consiglio europeo.
Aloe: “Ti do una mano, Mana, per le valigie?”
Ugo: “La zeppaaaaa! Maremma… ora son tornati indietro!”
L’ELASTICO, LA MANOVELLA E IL VASARI
Ugo: “Accidenti a te, Aloe! Dammi l’elastico delle tue mutande, che si cerca di riprendere la posizione e i tempi di prima!”
Aloe: “Ma dopo rimango senza, mi cadono!”
Ugo: “Ma quante volte ti avrò vista nuda! Però quella cozzina mi attira sempre!”
Ruth: “Sei il solito, cerca di ritirare su i ragazzi!”
Cerase: “C’è un matrimonio, vieni Lyn, dopo si va al pranzo, mischiandosi agli invitati!”
Lyn: “Ma sono pochi, è una cerimonia riservata?!”
Escono gli sposi e subito il marito sale in un carro veloce, lasciando una bambina stretta alla mano della mamma e una donna incinta, e un signore con sguardo burbero e serio. Tanto che il grido di “W gli sposi” rimase strozzato in gola a Lyn…


