La tregua di Arezzo con Roma e il suo ruolo nella storia iItalica
Il gossip di Cesare Fracassi Arezzo, una delle città etrusche meno ostili a Roma, gioca un ruolo fondamentale nelle relazioni con la Repubblica, siglando tregue, resistendo a invasioni e diventando un centro economico e culturale di rilievo nell'Impero
La tregua di Arezzo con Roma e il suo ruolo nella storia iItalica
Il gossip di Cesare Fracassi Arezzo, una delle città etrusche meno ostili a Roma, gioca un ruolo fondamentale nelle relazioni con la Repubblica, siglando tregue, resistendo a invasioni e diventando un centro economico e culturale di rilievo nell'Impero
Arezzo, pur essendo una delle 12 città della lega etrusca, era tra le meno ostili alla crescente potenza di Roma, già ai tempi dei suoi re. Nel 309 a.C., fu l’unica tra le città etrusche a non muovere guerra contro Roma e l’anno seguente si accordò con la Repubblica per una pace di 30 anni. Tuttavia, nel 294 a.C., Arezzo, insieme ad altre città etrusche, tornò in armi, ma ben presto le città etrusche acquistarono nuovamente la pace per 40 anni, pagando una somma ingente.
Roma, per parte sua, inviò un esercito in aiuto di Arezzo durante l’invasione dei Galli Senoni nel 284 a.C. (popolo di origine celtica, stanziatosi in Romagna e nelle Marche). Sebbene l’esercito romano fosse sconfitto, Arezzo non cadde nelle mani dei vincitori.
Non si fa mai menzione di un trionfo romano su Arezzo, nemmeno Tito Livio ne parla. Probabilmente si trattò di un accordo pacifico, forse a causa dei dissidi interni tra le famiglie potenti della città. Certamente, Arezzo fu considerata di estrema importanza strategica, dominando l’accesso tra l’Etruria, la Valtiberina e la Gallia Cisalpina.
AREZZO, LA SECONDA GUERRA PUNICA E IL PERIODO SUCCESSIVO
La strada maestra che conduceva oltre gli Appennini portò il console Flaminio ad Arezzo per opporsi all’avanzata di Annibale, mentre il collega Sestilio si dirigeva a Rimini per lo stesso scopo. Dopo la guerra, si sospettò un tradimento da parte degli aretini nei confronti di Roma, e Marcello fu inviato d’urgenza per prevenire qualsiasi defezione. Tuttavia, nel 205 a.C., Arezzo fu una delle prime città a offrire armi a Scipione.
Durante la lotta tra Silla e Mario, Arezzo scelse la fazione democratica, ma il dittatore Silla si vendicò incendiando la città e giustiziando molti cittadini, privandoli dei diritti di cittadinanza romana.
Nel corso della guerra civile, Arezzo fu la prima città a essere occupata dopo che Cesare attraversò il Rubicone. Molte terre furono distribuite da Augusto ai suoi veterani, tanto che la popolazione venne divisa in tre gruppi:
Aretini veteres (gli antichi abitanti),
Aretini fiduciosi (i fedeli),
Aretini Iulienses (gli insediati da Giulio Cesare).
È probabile che dei vecchi etruschi ne fossero rimasti pochi. Ciò che è certo è che da questo momento in poi Arezzo vide una crescita significativa, sia dal punto di vista industriale che culturale. Divenne la terza città più importante dell’impero, con circa 100.000 abitanti, e un centro commerciale di rilievo, noto per la produzione di terrecotte coralline, gioielli, abiti femminili che dettavano moda in tutto l’Impero, e per l’influenza sulle pettinature dell’epoca.
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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