Medici: dentro le guerre di una “mafia” rinascimentale
Chiesa, potere, denaro e delitti: aspetti che spesso sfuggono agli storici ma che emergono dalle vicende della famiglia Medici. Le loro lotte, intrighi e alleanze si protrassero per oltre un secolo, facendo eco alle attuali guerre tra famiglie criminali. Tra queste figure, Giovanni di Bicci de’ Medici si distinse per una strategia finanziaria e politica che gettò le basi della potenza della dinastia.
Il potere di Cosimo e i matrimoni di convenienza fino alla signoria di fatto
Dopo l’opera di espansione finanziaria e politica di Giovanni di Bicci de’ Medici, il figlio Cosimo (detto il Vecchio) prese le redini della famiglia, trasformandola in una delle dinastie più influenti della Firenze rinascimentale.
Nominato priore di Firenze nel 1414, Cosimo intraprese numerosi viaggi in Europa per tessere alleanze strategiche. Sposò una De Bardi, appartenente a una nobile famiglia fiorentina, consolidando il potere dei Medici grazie a prestiti alla Chiesa romana e sostenendo l’ascesa al papato di Martino V, membro della famiglia Colonna.


