I MEDICI!?, DOPO COSIMO I – IL CASINO DI FRANCESCO, NANE, MORTI, FIGLI VERI O FINTI, AVVELENAMENTI: UN’ALCHIMIA DEL POTERE Francesco, primogenito di Cosimo I, fu colui a cui il padre aveva fatto sposare la “nana storpia” Giovanna d’Austria, figlia di Ferdinando I d’Asburgo, un “cesso”, ma che poi diede un figlio al chimico dei Medici. Francesco non aveva capacità politiche né amministrative, e passava tutto il tempo nei suoi laboratori, tra alambicchi, spirali e fiammelle distillatrici. Una delle sue passioni, oltre all’alchimia, era il rapporto con l’avvenente Bianca Cappello di Venezia.
Bianca Cappello, rossa di capelli, occhi neri, slanciata, furba e scaltra, era una giovane fanciulla quando rimase orfana e fu ospitata da una nobildonna veneziana che abitava in un palazzo di fronte al Banco Salviati, dove lavorava il giovane fiorentino Pietro Bonaventuri.
Bianca non aveva una cultura, ma suppliva questa mancanza con l’astuzia e l’intelligenza, oltre che con la sua bellezza. Pietro e Bianca si innamorarono e scapparono nel 1563. Le ricerche, legate a questioni di lasciti ed eredità, portarono i due a rifugiarsi a Firenze. È qui che Francesco incontrò Bianca nel 1565, rimanendone ammaliato.
Bianca fece “due più due” e, accortasi che la famiglia Bonaventuri non era né agiata né ricca come le aveva raccontato il marito Pietro, intavolò una relazione con Francesco. La storia era sulla bocca di tutti e, guarda un po’, il cornuto consapevole venne ucciso in un agguato mentre usciva da un incontro con una certa Cassandra, moglie di un Bonciani…
Intanto Francesco fece edificare un palazzo in via Maggio per Bianca, ma quando la relazione divenne palese anche agli occhi della moglie Giovanna, la trasferì a villa La Tana a Bagno a Ripoli.
Morì anche la “nana storpia” Giovanna d’Austria, e dopo due mesi Francesco poté sposare Bianca. Forse il figlio che Bianca diede alla luce nel 1576, Antonio, era di Francesco e non di una serva… Francesco raccomandò questo rampollo a Filippo II di Spagna affinché lo nominasse principe di qualche località.
E per concludere in bellezza, in tutto questo casino, Ferdinando, fratello di Francesco, vedendo che questi era “rincoglionito” dalle formule e dalle carezze, fece avvelenare sia Bianca che Francesco. I due morirono dopo atroci dolori, a distanza di 15 giorni l’uno dall’altro, e l’autopsia rilevò una “morte da malaria”…!!??
Fu Francesco colui che perseguitò e fece uccidere in Francia l’amante della sorella Isabella, Troilo Orsini.
Guardatevi dietro, se non siete figli unici!!!
FERDINANDO MEDICI, IL CARDINALE CON IL PUGNALE INSANGUINATO, ANZI LA POZIONE MIRACOLOSA Francesco e Bianca morirono di atroci dolori, uno dopo l’altro, intervallati da 15 giorni nel 1587. Nessuna capacità politica o amministrativa aveva il primogenito di Cosimo I, Francesco: passava tutte le giornate nei suoi laboratori o con la sua giovane donna, Bianca… Morirono, e nei loro corpi furono trovate tracce di malaria. Malaria, o benedizione “digestiva” del di lui fratello e del di lei cognato?
Perché eliminarli entrambi? Forse perché anche Bianca veniva avvicinata da reali e nobili di altre città e nazioni, che le chiedevano favori o alleanze… Meglio “pulire il bancone” e prendere il potere. Nel 1587 Ferdinando divenne granduca, ma ben presto dovette abbandonare anche la porpora di cardinale per sposare Cristina di Lorena, la “nappolona” dal naso lungo, ma dalla grande lungimiranza. Ben nove figli diede Cristina a Ferdinando, dal 1589 al 1609.
Nominato Granduca, Ferdinando riprese a far rifiorire e tessere le relazioni che suo padre aveva intavolato. Si rese autonomo dalle forze militari austriache, finanziando Enrico IV, re di Francia. Anzi, fece sposare il re con Maria de’ Medici, figlia di suo fratello Francesco e di Maria d’Austria.
Proseguì come il padre, facendo costruire Villa Medici, e in piazza della Signoria fece erigere la statua, opera del Giambologna, raffigurante Cosimo I. Avviò riforme giudiziarie, restaurò le corporazioni e introdusse la riforma fiscale. Emanò a Livorno la Costituzione Livornina, che sanciva la tolleranza degli ebrei, portando molti fuoriusciti dalla Spagna a stabilirsi in Toscana.
Fece costruire le Cappelle Medicee in San Lorenzo… Matrimoni, cariche ecclesiastiche, avvelenamenti, agguati, uccisioni da parte di sicari, arte, monumenti: tutto questo nasconde il sangue che scorre nelle vene di una famiglia assetata di denaro e potere!
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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