Lo so, vi faceva sorridere la mia mania:
questo mio voler fermare il tempo,
riempire la casa di fotografie,
immagini di me, di noi tutti. Ridevate, prendendomi in giro amorevolmente,
mentre aggiungevo ancora una foto in cornice,
quasi a voler dire al tempo: “Aspetta, voglio restare un po’ di più tra voi”. Oppure l’opulenza con cui preparavo il Natale con grande cura,
aprendo i bauli dove conservavo, da sempre, decori per creare la mia magia,
sistemando ogni luce, ogni addobbo, ogni dettaglio con tanto amore,
come se bastasse quello a rendere tutto più sereno, più bello, più nostro.
E così, quando con la mia dipartita avrete spostato le mie cose,
ci saranno mille volti di me a parlarvi, che toglierete probabilmente dalle cornici e chiuderete in una scatola per i momenti di rimpianto.
Fotografie che ho elaborato per voi, non per il mio ego.
Sarò nei sorrisi di quando avevo venticinque anni, creati con l’AI o vere “dei tempi che furono”, le immagini che ho custodito per non scomparire del tutto nella vostra memoria e in quella dei vostri figli.
Così, a dicembre, immersi tra le luci e nei decori di Natale, ovunque voi sarete, con un guizzo mi ritroverete ricordandovi di quanto mi impegnassi, con amore, ad allestire la nostra grande casa.
Non vi lascio solo il peso delle cose materiali:
quelle si sistemano, si spostano, si chiudono nei cassetti o si eliminano. E quelle grandi si vendono per acquistare nuovi beni.
Vi lascio invece, per amore, questa mia eredità più importante, fatta di ricordi, di radici, perché senza quelle siamo foglie al vento,
frammenti di me sparsi nei vostri giorni,
di tutto l’amore che ho messo in ogni gesto che, credetemi, magari sbagliando, di più non avrei saputo/potuto dare. Sapete? Non ci sono scuole per mamme…
La mia vera eredità sarà negli istanti in cui, senza saperlo,
mi ritroverete nelle pieghe della vostra giornata.
Forse mentre infilerete un maglione troppo largo
o mentre la luce del tramonto, dorata e silenziosa,
si poserà esattamente come la vedevamo insieme, allora, dalla nostra casa, e sarà, ora, da voi goduta in un altro luogo, con altri affetti.
Ci saranno attimi in cui penserete a me
senza volerlo, senza cercarmi.
Nel rumore di un cassetto che si chiude piano,
nella curva di un sorriso o in una capigliatura femminile bionda intravista, per caso, per strada,
nel modo in cui stringerete il bordo della coperta
quando il sonno tarderà ad arrivare tra mille pensieri, o, spero mai, in un momento di sofferenza, di solitudine e smarrimento che, ogni tanto, la vita ci… regala.
E poi, ci saranno mattine in cui entrerete in un bar,
ordinerete un caffè e sentirete un meraviglioso profumo di un cornetto appena sfornato,
e senza volerlo mi cercherete lì,
nel tintinnio delle tazzine, nel profumo caldo del bancone,
nel tempo sospeso delle nostre colazioni insieme.
E forse, per un istante, sentirete ancora la mia voce
mentre vi chiedo se il cappuccino è buono,
mentre rido perché la schiuma vi è rimasta sul naso e, cosa più importante, mentre vi chiedo: “Da 1 a 10, quanto sei felice oggi?” O che vi domando quale è stata la cosa “più bella e quella più brutta” della vostra giornata, e voi risponderete sempre come fosse un gioco, segreto, solo nostro.
Capiterà che mi chiamerete senza accorgervene,
in un sussurro tra i denti, in un pensiero sospeso.
E vi mancherò come manca l’aria prima di un pianto,
come manca il mare a chi lo ha visto partire.
Ma io sarò ovunque voi guarderete,
nel battito d’ali di un passero distratto,
nel fruscio gentile delle tende al mattino, nella mossa sinuosa di un gatto gironzolone, e vi ricorderete che vi ho donato, nella vostra infanzia, di vivere con ben quattro micie, a farvi da compagnia, e di ben tre cani. Siete cresciuti tutti insieme, negli stessi anni, e fa niente se a sera, con anche vostro padre da gestire, oltre che a voi da accudire, ero sfinita!! È stato il momento, durato più di vent’anni, più bello e problematico della mia storia terrena. Lo rifarei.
Nella vita, figli miei, che vi scorrerà tra le dita, nel sorriso o nella luce degli occhi di un vostro figlio, in un raggio di sole o nel brillio di Sirio che regna nella volta celeste, blu notte, vi capiterà di rivolgermi un pensiero fugace e io so che sarò in voi perché non vi avrò mai
lasciato davvero.
La vostra mamma.


